E il centrosinistra va all’attacco: «Grave perdere questo evento»

15 Luglio 2021

PESCARA. Non si placa l'onda delle polemiche attorno ai Premi internazionali Flaiano. Dopo che la presidente Carla Tiboni ha deciso di denunciare il diniego ricevuto dall'Ente manifestazioni...

PESCARA. Non si placa l'onda delle polemiche attorno ai Premi internazionali Flaiano. Dopo che la presidente Carla Tiboni ha deciso di denunciare il diniego ricevuto dall'Ente manifestazioni pescaresi inerente la disponibilità del teatro D'Annunzio per ospitare l'edizione del prossimo anno della prestigiosa rassegna intitolata allo sceneggiatore abruzzese, a tornare sul tema sono tutti i consiglieri di centrosinistra.
«Aver costretto i Premi internazionali Flaiano ad alzare la voce per poter restare a Pescara dopo 48 anni è un fatto gravissimo», accusano Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli in una conferenza proprio di fronte al teatro monumento, «ancora più grave perché il rischio di perdere il Flaiano porta la firma dell’Ente manifestazioni pescaresi, ovvero il braccio operativo del Comune che ne è di gran lunga il socio di maggioranza e ne nomina il vertice. È uno schiaffo ai Premi e alla città di Pescara».
I membri dell'opposizione proseguono: «Se l’Ente ha agito su mandato della giunta, allora il sindaco Carlo Masci riferisca subito i motivi di questa linea autolesionista che denota una totale assenza di politica culturale in città. Se l’Ente invece ha agito autonomamente, allora la governance scelta dalla giunta Masci ha messo a rischio l’immagine internazionale di Pescara per la prima volta in 48 anni, e di questo risponde chi l’ha nominata». «A fronte della desertificazione culturale di questi anni in cui è stato spento tutto ciò che di nuovo, fresco e innovativo era cresciuto a Pescara, anche le iniziative storiche vengono oggi picconate. Ora si va a colpire quello che forse è il premio più prestigioso di questa regione, con uno scontro tra istituzioni e il sindaco deve correre ai ripari». (m.pa.)