E il commercio si appella al buon senso dei clienti

3 Febbraio 2021

Le associazioni di categoria: «Non possiamo più permetterci di chiudere ancora Il timore è la folla del prossimo fine settimana: usate la massima attenzione»

PESCARA. La tenuta in zona gialla con la conseguente possibilità di proseguire a lavorare in maniera più continuativa è una questione di responsabilità. Dei gestori, ma ancor di più degli avventori. Ne sono convinte le associazioni di categoria che all’unanimità lanciano un vero appello diretto ai clienti, affinché, pur godendo di un parziale ritorno alla normalità, mantengano l’attenzione altissima. E dunque distanziamento, mascherine e igienizzazione, soprattutto nei momenti di convivialità. «I primi segnali del rientro in zona gialla ci dicono che c’è voglia di riappropriarsi delle consuete abitudini e che i nostri clienti vogliono tornare a gustare un buon caffè al bar o concedersi un pranzo in tranquillità comodamente seduti al tavolo con tutte le norme di sicurezza», commenta il presidente di Confcommercio Pescara, Riccardo Padovano. «Questo anche in virtù della grande attenzione che le imprese del settore hanno posto al rispetto delle norme di prevenzione sia nell’allestimento dei locali che del comportamento del personale. Ora, però, occorre mantenere alta la guardia e soprattutto evitare assembramenti che potrebbero consentire al virus di riprendere a circolare con forza. Non possiamo più permetterci l’alternanza fra aperture e chiusure, che fa solo male alle imprese della ristorazione e non permette alcun tipo di programmazione. Siamo ancora a livelli di fatturato insufficienti, ma gli incassi di questi giorni sono almeno una boccata di ossigeno per imprese allo stremo», prosegue Padovano.
L’appello è condiviso da Confesercenti che si rivolge ai clienti di bar e ristoranti con una preghiera. «Chiediamo in ginocchio», sottolinea il direttore Gianni Taucci, «di fare un vero atto di responsabilità. Alla base di tutto c’è la buona educazione, il rispetto e tanta attenzione. Evitiamo assembramenti, scegliamo ristoranti diversi se vediamo file eccessive, e optiamo per un unico locale dove fermarci a sorseggiare un drink, invece di fare tante tappe, come eravamo abituati un tempo. Il ritorno in zona gialla è un piccolo e timido momento di ripartenza. Per la ristorazione, oggi aumenta l’offerta, ma diminuisce la domanda, anche alla luce dello smart working. Per molte attività le limitazioni alle 18 impongono una riconversione in parte della loro natura, per riadattarsi a una formula diurna. La condizione di base è che tutti incasseranno pochissimo», va avanti Taucci.
«Comprendiamo la voglia di tornare a frequentare questi luoghi e sappiamo che nel weekend ci sarà un boom, ma è proprio qui che il pubblico è chiamato al massimo rispetto delle regole, perché una diminuzione dell’attenzione rischia di generare due danni: il primo è di aiutare la propagazione del virus e il secondo di riportare all’interruzione del sistema, che andrebbe a danneggiare le imprese, ma anche la nostra vita sociale». Invoca un’intensificazione dei controlli, su una categoria in particolare, Fabrizio Vianale, direttore di Confartigianato Pescara. «Gli operatori conoscono le regole e sanno come rispettarle, ma anche la gran parte dei clienti», evidenzia. «Qualche problema può insorgere nel pubblico dei giovanissimi, quello degli adolescenti, sui quali ritengo bisogna concentrare una maggiore vigilanza delle forze dell’ordine. L’appello è di continuare a rispettare i protocolli. Questo atteggiamento ci consegna una boccata di ossigeno, attenua il rischio di eventuali ricadute e ci avvicina sempre di più al sogno della zona bianca». (m.pa.)