E il Comune fa un asilo nella casa confiscata

22 Agosto 2024

PESCARA. Una casa confiscata alla malavita diventerà un asilo nido in via Aterno 208, ex via Stradonetto. Un progetto esecutivo approvato in giunta martedì scorso, su proposta dell’assessorato alle...

PESCARA. Una casa confiscata alla malavita diventerà un asilo nido in via Aterno 208, ex via Stradonetto. Un progetto esecutivo approvato in giunta martedì scorso, su proposta dell’assessorato alle Politiche sociali e per la famiglia di Adelchi Sulpizio, per un totale di 615mila euro, di cui 505mila coperti da un finanziamento dell’Unione Europea.
L’immobile è un fabbricato residenziale di oltre cento metri quadrati, ad un unico piano con un giardino e un porticato in legno. Già pronto il progetto da realizzare per la trasformazione dell’edificio in “micronido” comunale: al piano terra sono presenti gli spazi correlati alle attività dei bambini (gioco, pranzo, riposo, cambio e servizi igienici), un’area destinata allo sporzionamento del pranzo (con una dispensa dedicata ed un accesso riservato ai fornitori, posto sul retro dell’edificio) e l’area di prima accoglienza e di incontro tra educatori e genitori (provvista di panche, armadietti e bacheca informativa).
Il primo piano, accessibile attraverso un ascensore interno ed una scala esterna, ospita gli spazi per il personale (spogliatoio e bagno), un ufficio (sala pluriuso) con bagno per disabili ed una terrazza verde dove poter far giocare i bambini all’esterno in sicurezza e lontani dal piano della strada.
«Si è dedicata particolare attenzione all’ambiente destinato al gioco e al riposo dei bambini», recita la relazione tecnica del Comune di Pescara. «Si è pensato ad uno spazio estremamente versatile: le due attività saranno separate fisicamente attraverso una parete mobile, che garantisce l’isolamento acustico, con la possibilità di essere aperta per creare un ambiente unico e fluido quando necessario, ad esempio per ospitare attività ed eventi di grande rilevanza o extrascolastiche. L’ambiente è impreziosito dal patio verde, che non solo offre una luce uniforme, ma costituisce anche il cuore pulsante delle attività dei bambini».
I firmatari della relazione tecnica, Marino La Torre, Camillo Troiano e Francesca D’Alessandro concludono: «Il nuovo micronido urbano si propone di coniugare aspetti sociali, ecologici e sostenibili con una qualità architettonica di alto livello. L’asilo rappresenta un’opportunità fondamentale per la comunità perché offre un ambiente accogliente e sicuro per i bambini in tenera età, nonché un punto di incontro per le famiglie. Il micronido sarà inserito nel tessuto urbano, considerando la sua collocazione strategica rispetto alle abitazioni, alle scuole e ai servizi pubblici. Sarà progettato per essere accessibile a tutti, con spazi inclusivi e attrezzature adatte alle diverse esigenze dei bambini. Un ambiente sostenibile e di alta qualità per i più piccoli in grado di contribuire al benessere della comunità e alla rigenerazione urbana di una zona periferica della città, rivitalizzandone il tessuto urbano degradato ed il contesto socialmente difficile». (o.d.a.)