E il prossimo sindaco non avrà più debiti

10 Giugno 2024

Conto alla rovescia per l’uscita dal predissesto dopo 10 anni di tagli alle spese e tasse al massimo

PESCARA. Il prossimo sindaco di Pescara non potrà usare la frase a effetto preferita dai politici – «È colpa di quelli di prima» – e dire che ha ereditato un’amministrazione piena di debiti. Dal 1° gennaio del 2025 il Comune uscirà dalla procedura di riequilibrio finanziario dopo 10 anni di sacrifici per i pescaresi tra tagli alle spese, tasse al massimo e blocco delle assunzioni. Tra sei mesi, con il saldo dellìultima rata, il Comune dirà addio al predissesto e l’amministrazione che verrà potrà tornare ad accendere mutui per eseguire i lavori pubblici, abbassare i tributi locali e assumere personale negli uffici.
Nel 2014, era stata l’amministrazione di centrosinistra guidata dall’allora sindaco Marco Alessandrini, all’alba di un’elezione vinta al primo turno, a tracciare una linea per evitare il fallimento del Comune a fronte di un buco da 33 milioni di euro. Il centrosinistra di Alessandrini era entrato in Comune dopo 5 anni di centrodestra, con il sindaco Luigi Albore Mascia. Nel 2019, con il piano di riequilibrio giunto quasi a metà, il centrodestra del sindaco Carlo Masci e dell’assessore alle Finanze Eugenio Seccia non ha potuto fare altro che attenersi alla stessa politica di austerità tanto che la raffica di cantieri aperta adesso in città porta la firma del Pnrr.
Secondo la Corte dei Conti, la manovra ha prodotto il risultato di risanare i bilanci: «La sezione ritiene che il Comune abbia conseguito il pieno raggiungimento degli obiettivi», recita l’ultimo parere che guarda al futuro (prossimo) senza rischi perché «già nell’esercizio 2023 il surplus di cassa libera appare in grado di garantire la copertura delle quote di disavanzo anche per gli esercizi 2024 e 2025». Quindi, dice ancora la Corte dei Conti, «le misure correttive intraprese hanno consentito all'amministrazione di intraprendere un percorso volto allo strutturale riequilibrio della gestione finanziaria».
Ma uscire dal predissesto non significa che, dal 2025 in poi, si potrà amministrare senza regole: il Comune di Pescara resterà un osservato speciale, sottoposto a controlli ogni sei mesi per evitare che il ritorno della finanza creativa. La Corte dei conti, con il parere firmato dal presidente abruzzese Stefano Siragusa, richiama il Comune già da ora «alla continua implementazione di misure volte al mantenimento di un’efficacia attività di riscossione, al costante monitoraggio e gestione dei residui attivi e passivi, specie se relativi ad esercizi risalenti, e una più precisa attività di programmazione, in modo da ridurre il ricorso allo strumento del riconoscimento dei debiti fuori bilancio». E la Corte dei Conti invita i revisori del Comune a tenere alta la guardia «vigilare sull’attuazione delle azioni correttive e di procedere all'invio a questa sezione delle relazioni semestrali». (p.l.)
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