E il rischio è la dipendenza da telefonini e play station

11 Novembre 2020

PESCARA. Svogliati, irrequieti, ansiosi, aggressivi, insonni, poco concentrati sullo studio ma molto su cellulare e play station. Messi a dura prova dalla reclusione forzata in primavera e dalle...

PESCARA. Svogliati, irrequieti, ansiosi, aggressivi, insonni, poco concentrati sullo studio ma molto su cellulare e play station. Messi a dura prova dalla reclusione forzata in primavera e dalle lezioni scolastiche a distanza, bambini e adolescenti crescono con l'assenza di punti di riferimento che avevano fino a 9 mesi fa: scuola al mattino, compiti e sport al pomeriggio, svago la sera. L'emergenza coronavirus ha stravolto le loro vite e quelle dei genitori, mai in difficoltà come in questo periodo.
Per aiutare le famiglie scendono in campo gli psicologi che elargiscono consigli e suggerimenti, rigorosamente on line. Per gli esperti, i genitori hanno il compito di «sdrammatizzare la paura da coronavirus» e sono autorizzati «a strappare di mano cellulari e dispositivi elettronici quando i figli superano la soglia dell'abuso». L'invito, invece, è quello di «programmare con loro uscite all'aria aperta, sport, camminate, giochi in famiglia per distrarli e diluire il rischio di disturbi psicologici derivanti dalla sedentarietà e dalle costrizioni da lockdown».
Ieri è partito il progetto di incontri sul web a cadenza settimanale, che coinvolge famiglie e scuole promosso dal Rotary club Pescara ovest “D'Annunzio”, presieduto da Luciana Vecchi, in collaborazione con le psicologhe Silvia Soccio, specializzata nelle terapie in emergenza; Daniela Mameli e l'osteopata Luigi Piccirilli, con l'obiettivo di mettere a fuoco le strategie di intervento in ambito scolastico. «Il lockdown, la chiusura delle scuole, l'isolamento in casa», spiega la psicologa Silvia Soccio, «hanno stravolto la quotidianità di bambini e dei ragazzi alle prese con stati di ansia, disturbi del sonno, irrequietezza, difficoltà a concentrarsi negli studi» conseguenza anche dell’uso-abuso di dispositivi elettronici che «accelerano l'iperattività e stimolano la produzione di adrenalina, mettendo in allarme il corpo. Tanti bambini dopo essere stati ore davanti a piccoli monitor sono accelerati a livello cognitivo e motorio e hanno difficoltà a rimanere seduti, fermi davanti ad una scrivania».
Gli stravolgimenti delle abitudini hanno causato situazioni inattese nei piccoli che in poco tempo hanno visto rovesciato il loro mondo: «I bambini hanno dovuto accettare il fatto di comunicare con gli occhi, di non poter più abbracciare le maestre o i compagni, di giocare a distanza». E accumulano carichi di tensione emotiva e aggressività che invece i bimbi «hanno bisogno di liberare attraverso attività all’aria aperta. Andare in bici, camminare, correre, allontanano il rischio di ansie e disturbi dell'umore».
Il compito dei genitori è «intercettare certi campanelli d’allarme e trovare nuove strategie, nuovi metodi educativi». E allora, via i cellulari e largo a interessi da condividere insieme. Secondo Soccio, promotrice dell’educazione che passa anche «attraverso il cibo sano e la giusta postura per capire il disturbo psicoemozionale, camminare nella natura e mangiare correttamente aiuta ad allontanare la depressione e fa bene anche ai grandi che dovrebbero dedicarsi maggiormente all’ascolto e alla condivisione di tempo insieme ai figli». Come ne usciranno da questa emergenza le future generazioni? «Tutta la popolazione, non solo i più piccoli, ha subito un grave trauma ma quando il cervello è sotto stress ha la capacità di trovare risorse eccezionali che ognuno ha dentro di noi. Quando avremo interiorizzato nuovi stili di vita, torneremo a una nuova normalità. La pandemia può essere l'opportunità per cambiare le abitudini che si possono migliorare con l'aiuto di un sostegno psicologico» conclude l'esperta.(c.co.)
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