E in 500 pregano in piazza per la pace

Pescara, nuova manifestazione del popolo ucraino. Un padre: raggiungo mio figlio al fronte
PESCARA. Cinquecento persone hanno detto no alla guerra ieri pomeriggio nella manifestazione organizzata in piazza Sacro Cuore a Pescara. Ucraini e pescaresi si sono ritrovati per condannare questo conflitto. Ad organizzare l’iniziativa è stata l’associazione interculturale ucraina “Nessuno escluso”, presieduta da Kateryna Alerhush, con Larysa Solovyova, presidente Anolf Pescara.
Un padre rivolge un pensiero al figlio che sta combattendo: «Sono pronto a raggiungerlo» ha detto. Erano presenti anche un prete ortodosso e un altro greco-cattolico, con cui sono state fatte delle preghiere. «Durante questi momenti c’erano persone collegate telefonicamente con i loro familiari. Sono stati momenti davvero intensi», racconta Alerhush.
«Noi siamo un popolo molto pacifico, stiamo solo difendendo la nostra terra. Vogliamo che la guerra termini subito». Significativo anche l’intervento di una cittadina bielorussa con la bandiera della pace, che ha testimoniato la necessità di fermare il conflitto al più presto. «Registriamo tanta solidarietà, le persone sono molto unite e molti in questi giorni si stanno rivolgendo a noi con la volontà di contribuire nella raccolta di aiuti da mandare in Ucraina», continua Alerhush. Dai beni di prima necessità ai medicinali, c’è la volontà di sostenere la popolazione. A tal proposito il capogruppo dell’Udc al Comune di Pescara, Massimiliano Pignoli, intervenuto alla manifestazione di ieri, ha sottolineato che adesso «passeremo alla seconda fase con la raccolta dei beni di prima necessità e di quanto occorre in Ucraina. Le due presidenti, poi, penseranno a farli arrivare nel loro Paese». (a.s.)

