E in campo scendono anche i Tir

28 Dicembre 2018

Fita Cna e Confesercenti: «Una tassa-stangata che va fermata»

PESCARA . «Scongiurare l’ennesima stangata a carico di autotrasportati e pendolari di A24 e A25». È la parola d’ordine lanciata da Cna Fita Abruzzo, l’associazione delle imprese dell’autotrasporto da anni in prima fila nella battaglia contro i periodici aumenti dei pedaggi lungo le tratte autostradali da e per Roma, gestite da Strada dei Parchi SpA. Le imprese del trasporto aderenti Cna, mentre confermano la propria adesione alla mobilitazione generale promossa dai sindaci di Lazio e Abruzzo per il 31 dicembre prossimo, denunciano «l’ennesimo balletto di responsabilità e lo scaricabarile in atto tra ministero dei Trasporti e concessionario: in assenza di decisioni da prendere in queste ore, il nuovo anno porterà sotto l’albero di Natale un nuovo salasso ai caselli, calcolato in circa il 18% in più rispetto all’ultimo trimestre del 2018». In un contesto segnato dalla crisi economica, dai terremoti e dalle avversità atmosferiche degli anni passati, «oltretutto in presenza di serie problematiche relative alla sicurezza delle due autostrade» aggiunge l’associazione presieduta da Gianluca Carota, «l’ineluttabile aumento dei pedaggi rischia di suonare come una beffa ulteriore verso la grande massa degli utenti. Motivo, questo, per cui non abbasseremo la mobilitazione della categoria».
Sulla questione dei pedaggi interviene anche Daniele Erasmi, presidente di Confesercenti Abruzzo. «Questo ennesimo ingiustificato aumento del pedaggio autostradale rischia di trasformarsi in un deciso aumento dei prezzi dei beni di largo consumo nei negozi abruzzesi. Una tassa occulta che le istituzioni hanno il dovere di fermare. Nel medio periodo il rischio è quello di tagliare l’Abruzzo dalle rotte fra Adriatico e Tirreno a vantaggio delle Marche e della Puglia, mentre nel breve periodo l’aumento dei prezzi finali dei beni che viaggiano lungo le autostrade interessate da questi aumenti shock è un rischio assolutamente concreto». (c.s.)