E l’assessore dà un tetto ai coniugi con 9 figli

La Allegrino offre la sua foresteria in attesa di dare un alloggio all’ultimo gruppo di sfollati di Rancitelli
PESCARA. La famiglia Rom con nove figli ha finalmente un tetto. Ieri l’assessore alle politiche sociali Antonella Allegrino ha detto di aver offerto una sua foresteria per il tempo necessario di trovare un alloggio al nucleo familiare sgomberato dai palazzi a rischio crollo di via Lago di Borgiano.
La moglie, Simona Bevilacqua, dopo aver inscenato una piccola protesta in Comune lunedì scorso, aveva raccontato di aver dormito per 22 notti in auto insieme al marito e ai nove figli. Ma ieri l’assessore Allegrino ha voluto fare delle precisazioni al riguardo. «La famiglia», ha detto, «è stata fra quelle a cui abbiamo rivolto maggiore attenzione, seguendone la sistemazione passo passo, sia per il numero dei suoi componenti e per la composizione sociale, che per la presenza di tanti minori e perché nota ai nostri uffici anche prima dello sgombero delle tre palazzine di via Lago di Borgiano».
«Inizialmente la famiglia in questione», ha fatto presente, «è stata dislocata nel residence del Villaggio Mediterraneo che ha accolto diversi altri nuclei per una settimana. Terminata la disponibilità lì è stata destinata nella struttura comunale di Valle Furci, dove però in quel momento hanno preferito non restare e dove oggi sono ospitate 18 persone. Le assistenti sociali e gli operatori del Centro operativo comunale, proprio in considerazione della numerosità della famiglia e della presenza di minori, hanno continuato a cercare una soluzione alberghiera che potesse rispondere alle loro esigenze, ma in città, in pieno luglio, è stato impossibile trovare le tre triple e la doppia necessarie ad accoglierli». «Unica possibilità riscontrata», ha aggiunto, «è stata quella di essere ospitati in un residence di Notaresco, ma hanno preferito rinunciare perché troppo lontano. Non basta. L’ufficio Politiche della casa, mentre tutto ciò accadeva, ha continuato con le assegnazioni degli alloggi Ater disponibili. Loro risultavano fra i primi nella graduatoria stilata dopo l’emergenza e il sorteggio tra pari merito ha destinato alla famiglia un alloggio Ater di 93 metri quadrati situato a Pianella, ma anche questa possibilità è stata da loro scartata».
«Infine», ha concluso, «hanno presentato domanda per avere il Contributo di autonoma sistemazione, dichiarando di appoggiarsi nel frattempo a dei parenti. Ora stiamo facendo e faremo tutto il possibile perché questa famiglia abbia un tetto».(cr.pe.)
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