E l’ultima circolare manda in tilt gli uffici

10 Gennaio 2020

Risale al 23 dicembre scorso l’ultima circolare del ministero dell’Economia e delle finanze sulla nuova Tari. Il titolo è «Linee guida interpretative», ma le indicazioni, invece di facilitare il...

Risale al 23 dicembre scorso l’ultima circolare del ministero dell’Economia e delle finanze sulla nuova Tari. Il titolo è «Linee guida interpretative», ma le indicazioni, invece di facilitare il compito dei Comuni, lo hanno peggiorato. Nel documento si fa presente che il nuovo metodo di calcolo si dovrà basare sul cosiddetto «fabbisogno standard del servizio», che dovrà essere «in linea con le nuove componenti del costo standard per tonnellata dei rifiuti approvate dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard». Il documento prosegue. «Il fabbisogno standard finale di ogni Comune», si legge, «è il risultato del prodotto di due grandezze: il costo standard per la gestione di una tonnellata di rifiuti e le tonnellate di rifiuti gestite dal servizio». Poi, per ottenere il costo standard «si dovranno aggiungere i differenziali di costo relativi alle percentuali di raccolta differenziata e dei rifiuti smaltiti, al numero e alla tipologia degli impianti, alla distanza in chilometri tra Comune e impianti».