E la “Grandi rischi” dà l’allarme

28 Agosto 2016

«Aree limitrofe ad Amatrice potrebbero causare eventi di elevata magnitudo»

AMATRICE. All’Aquila le rassicurazioni. Dopo Amatrice gli allarmi. La Commissione grandi rischi, d’intesa col Capo dipartimento della Protezione civile, si è riunita all’indomani del terremoto che ha colpito l’Appennino centrale. Le risultanze della riunione sono contenute nel verbale consegnato al dipartimento. «Altre volte nel passato», emerge dalla riunione, «le sequenze sismiche di questa regione hanno avuto una ripresa o si sono propagate alle aree limitrofe, ad esempio per gli eventi del 1703 (con due eventi di magnitudo quasi 7 a distanza di un mese) e del 1639 (con una distribuzione dei risentimenti simile a quella della scossa del 24 agosto). Tre aree contigue alla faglia responsabile della sismicità in corso non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni e hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (6-7). Queste aree identificano possibili futuri terremoti nella regione già colpita dagli eventi degli ultimi anni. L’esperienza passata ha dimostrato che è possibile aumentare considerevolmente la sicurezza, in particolare per la salvaguardia delle vite, anche con interventi di miglioramento sismico limitati e localizzati, accompagnati da una adeguata manutenzione. Si raccomanda pertanto di intensificare l’azione delle amministrazioni al fine di velocizzare e completare i programmi già avviati per la valutazione della vulnerabilità e la riduzione del rischio sismico, con particolare attenzione agli edifici strategici e rilevanti, e di incoraggiare i proprietari a valutare la vulnerabilità sismica delle case e a intraprendere le azioni migliorative conseguenti». (r.rs.)

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