E la prima giunta sblocca le borse di studio
Le risorse ammontano a 7,3 milioni: le Adsu potranno procedere allo scorrimento delle graduatorie
L’AQUILA. Via libera dalla giunta regionale nella sua prima riunione allo scorrimento integrale delle graduatorie delle Borse di studio che fanno capo alle Aziende per il diritto allo studio (Adsu). Lo ha reso noto l'assessore alla Ricerca e all'Università, Roberto Santangelo, dopo l'intesa raggiunta con la Commissione europea che ha autorizzato l'utilizzo dei fondi Fse Plus. Le risorse che verranno destinate alle Borse di studio per l'anno accademico 2023/2024 ammontano a 7,3 milioni di euro e permetteranno alle Adsu di avviare le procedure di scorrimento delle graduatorie entro il prossimo 30 aprile.
«È un passaggio importante», sottolinea Santangelo, «perché in questo modo abbiamo garantito l'accesso allo studio, il sostegno ai giovani con difficoltà economiche e le pari opportunità». Inoltre, sempre su proposta dell’assessore Santangelo, in relazione alle borse “IoStudio”, riservate agli studenti iscritti agli Istituti della scuola secondaria di secondo grado per l’anno scolastico 2023/2024, e per le quali la Regione ha destinato la somma complessiva di 949.239 euro, la giunta ha stabilito di consentire il cumulo con contributi o sostegni pubblici di altra natura per l’acquisto dei libri di testo.
Il nuovo esecutivo regionale guidato dal presidente Marco Marsilio, ha anche approvato, su proposta dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, i procedimenti attuativi della legge regionale numero 14 del 17 marzo 2023, proposta nella scorsa legislatura dall’opposizione di centrosinistra, per disciplinare le modalità con cui i cittadini italiani senza dimora e non residenti in paesi diversi dall’Italia, privi di qualsiasi assistenza sanitaria, possano accedere all’iscrizione nelle liste degli assistiti e alla scelta del Medico di Medicina Generale. Lo stesso provvedimento stabilisce, per quanto riguarda le modalità di segnalazione degli aventi diritto, che i Comuni accertino, attraverso i Servizi Sociali, le condizioni previste dalla normativa sulla base degli elementi acquisibili tramite i servizi anagrafici e grazie agli approfondimenti di tipo sociale.
Gli stessi Comuni rilasciano quindi un’apposita attestazione anche con la collaborazione dei servizi sanitari (ad esempio assistenti sociali dei servizi ospedalieri, Servizi per le Dipendenze, ecc..) e dei soggetti del Terzo settore che svolgono attività a favore delle persone in situazione di fragilità e secondo le modalità organizzative definite a livello locale. (c.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

