E le Poste sventano la frode del cellulare

25 Novembre 2023

Dipendente scopre il trucco e ferma due ragazzi prima della ricarica da mille euro per uno smartphone

PESCARA . Una truffa da mille euro ai danni di due ragazzi sventata grazie alla prontezza di una dipendente delle Poste. È accaduto all’ufficio postale di Pescara Centro, in corso Vittorio Emanuele, quando i due giovani si sono presentati allo sportello per ricaricare una carta Postepay.
A destare i primi sospetti dell’impiegata è stata la causale dell’operazione: circa mille euro per l’acquisto online di uno smartphone da un privato. Quando poi i giovani hanno riferito che il venditore aveva fornito ulteriori informazioni sul suo conto, cioè l’appartenenza alle forze armate con tanto di caserma di assegnazione, la sportellista ha invitato loro ad accertarsi della sua identità prima di procedere con il versamento. A quel punto, i ragazzi hanno contattato la caserma in questione e hanno fatto la scoperta: quel nominativo non risultava affatto. Il sedicente appartenente alle forze dell’ordine altro non era che un truffatore.
Il caso della truffa sventata è uno degli esempi concreti presentati durante il corso antifrode in modalità webinar organizzato dalla struttura Fraud management, sicurezza fisica e antiriciclaggio dell’area centro per sensibilizzare il personale abruzzese sui temi della sicurezza e del contrasto alle truffe e ai raggiri ai danni dei cittadini.All’evento di formazione, oltre ai quattro direttori provinciali Pio Violante, Domenico Conte, Daniele Evangelisti e Massimiliano Perazzetti, hanno partecipato i direttori degli uffici postali e gruppi di ascolto di operatori di sportello abruzzesi.
Il responsabile della struttura Fraud management, Valerio Coppotelli, nel suo intervento di apertura ha sottolineato: «Tutti noi dipendenti abbiamo una doppia responsabilità, quella di evitare il furto dell’identità digitale diffondendo prevenzione e quella di riconoscere e sventare truffe allo sportello. In ufficio postale abbiamo fino all’ultimo la possibilità, grazie alla fiducia che i cittadini ripongono in noi, di dissuadere i clienti dal proseguire con operazioni anomale». Frequente è il caso di sms che arrivano dagli alias, ovvero mittenti con nomi identici come “Poste Info” nel caso di Poste italiane, che si inseriscono nelle conversazioni tra utente e azienda ma Poste italiane, ha puntualizzato Coppotelli, «non invia mai messaggi chiedendo dati personali e richieste perentorie e minacciose per trasferimenti di denaro». I rischi maggiori sono legati proprio ai tentativi da parte di terze persone di carpire i dati riservati dei clienti, come dati della carta di pagamento, utenza, password, codici di accesso e/o dispositivi. «Ai nostri clienti», ha detto il responsabile antifrode, «dobbiamo sottolineare che la prima cosa da tenere bene a mente è che un truffatore non può fare nulla senza la collaborazione della sua vittima».