E Legnini si raccomanda: «Sappiate fare le leggi»

19 Febbraio 2020

Il neo commissario del sisma dà l’addio al consiglio con un discorso intenso Marsilio fa una battuta: «Ora divento il tuo vice». E Sospiri dice: «Orgogliosi di lui»

PESCARA. Un discorso durato dieci minuti con la moglie, Annarita Di Nizio, che l’ascoltava commossa in platea. Così Giovanni Legnini, nuovo commissaria per la ricostruzione post sisma 2016/17 di Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio, ha dato l’addio al Consiglio regionale, dopo un anno di impegno dai banchi dell’opposizione.
Lascia il Consiglio, Legnini, con una raccomandazione: «Abbiate cura dell’esercizio della funzione legislativa. Ho il timore che il regionalismo italiano rischi di andare in crisi». È stato questo il passaggio chiave del suo discorso breve e intenso. «Mi dimetto dal Consiglio regionale, ma non mi dimetto dalla sfera pubblica della nostra regione», ha detto ringraziando il presidente Lorenzo Sospiri e il governatore Marco Marsilio per le parole che gli hanno rivolto. «Si tratta di un compito che mi onora e mi carica di una responsabilità enorme», ha continuato Legnini, «per superare la situazione di grave difficoltà nella quale si dimenano imprese, cittadini e istituzioni del cratere sismico. Parliamo di 79mila edifici che hanno subito danni gravi con 12.800 pratiche presentate e 4600 approvate, di 138 Comuni nel cratere e 353 comuni fuori il cratere». Ma il neo commissario ha spiegato che «non vi era e non vi è incompatibilità con la carica di consigliere, tuttavia non ho avuto esitazione di lasciare, con dispiacere, e lo faccio per dedicarmi a tempo pieno a questo nuovo incarico. E lo faccio per rispetto della funzione commissariale e dei cittadini e delle istituzioni regionali e dei loro presidenti».
Le sue dimissioni riguardano anche altri incarichi regionali: «Dopo un anno la mia esperienza si conclude qui: giovedì (domani, ndr) presiederò la Commissione di Bussi e poi mi dimetterò. Il mio obiettivo», ha concluso, «è superare l'emergenza per determinare, sembrerà paradossale dirlo, la cessazione del mio incarico. So qual è stato l'impegno dei tre commissari precedenti, ma dico che il commissariamento va superato per dare delle risposte, anche se in tempi non brevi. Il lavoro che ci aspetta è un impegno gravoso che mi è stato proposto a cui non potevo sottrarmi e che mi onora».
Il presidente della giunta, Marsilio, gli si è rivolto poi con una battuta che ha strappato un sorriso a Legnini: «Vorrà dire che diventerò il suo vice», essendo i governatori delle 4 Regioni i vicecommissari per la ricostruzione. Marsilio però ha sottolineato che «si tratta del quarto commissario in meno di quattro anni e questo dimostra sia la difficoltà che la tragedia che si è aggiunta alla tragedia del terremoto del 2016-201, oltre che la mancanza degli strumenti giusti per affrontare la ricostruzione, avendo adottato il metodo sbagliato. È evidente che con il quadro normativo attuale qualunque Commissario rischia di sbattere la testa. Spero ora che il profilo politico istituzionale che si è voluto conferire al nuovo commissari aiuti a far capire ai governi quello che fino ad oggi non hanno capito fino in fondo la necessità di accogliere le richieste che arrivano dai territori». Infine Marsilio ha invocato un’equità dei fondi, che vada oltre il 10% attuale destinato all’Abruzzo.
Sospiri ha invece espresso «felicità personale e dell’intero Consiglio per l’incarico a Legnini. Da abruzzese non posso che essere soddisfatto nel rilevare che una scelta di tale rilievo sia caduta su un corregionale: Legnini avrà dinanzi a sé una sfida difficile, sentita, ma che sicuramente porterà avanti svolgendo un lavoro intenso con passione». (l.c.)
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