E lo spaccio a Rancitelli diventa un caso nazionale
PESCARA. Pettinari: «Rancitelli è la centrale dello spaccio di tutta la regione». D'Incecco: «A Rancitelli portaci Lamorgese, il ministro del tuo schieramento politico». Scintille tra 5Stelle e Lega...
PESCARA. Pettinari: «Rancitelli è la centrale dello spaccio di tutta la regione». D'Incecco: «A Rancitelli portaci Lamorgese, il ministro del tuo schieramento politico». Scintille tra 5Stelle e Lega che si scontrano sul terreno infuocato del Ferro di Cavallo del quartiere Rancitelli all'indomani della trasmissione di Rai1 "Storie italiane" che ieri ha riportato alla ribalta nazionale uno dei quartieri più a rischio della città, tra omicidi, abusivismo, malavita e sporcizia. E oggi si replica. Alle 10 la conduttrice Eleonora Daniele da studio mostrerà le immagini del degrado di Fontanelle e via Rigopiano, altri due quartieri dove le brave persone faticano a vivere tra silenzi omertosi e paura, con le interviste curate dalla giornalista Rai Maria Grazia Sarrocco.
Il sindaco Carlo Masci ha partecipato in diretta nazionale, ieri mattina, sollecitato dalla Daniele che ha ringraziato i poliziotti di scorta, e ha promesso: «Entro dicembre, abbattiamo i ruderi di via Tavo ed entro due anni il Ferro di cavallo».
Il primo affondo è di Domenico Pettinari, vice presidente del consiglio regionale che davanti a tutta l'Italia ha commentato: «Questa è la centrale di spaccio della regione Abruzzo. A Rancitelli chi spaccia la droga notte e giorno non indossa neppure le mascherine. Tra omicidi e degrado, qui anche i muri sono imbrattati di sangue, il grande problema è chi occupa le case Ater per delinquere trasformando in un quartiere popolare in un fortino malavitoso».
Gli risponde Vincenzo D'Incecco, consigliere comunale della Lega: «Pettinari si rivolge al sindaco Masci e al presidente della Regione Marsilio per chiedere un tempestivo intervento. In quella zona periferica sarebbe più che mai necessaria la presenza del ministro Luciana Lamorgese per disinnescare lo status quo che dilaga».
«Pettinari», prosegue D'Incecco, «deve fare mente locale sul fatto che il ministero dell'Interno è un dicastero del Governo italiano che ha competenza sull'ordine pubblico in quanto autorità nazionale di pubblica sicurezza di vertice. Quindi è la Lamorgese l'unica figura preposta per un intervento. Chi meglio di lui può dialogare e portare sul territorio il ministro di riferimento del suo stesso schieramento politico?». Tra i due litiganti, in tv la voce modificata della residente a cui hanno bruciato la macchina che racconta la "sua" Rancitelli: «Ho avuto tanta paura quando hanno mandato la mia auto a fuoco. In questo quartiere, dove a gennaio c'è stato l'ultimo omicidio, devi vivere, ma puoi solo respirare e tacere, non ti puoi ribellare altrimenti arriva l'intimidazione». (c.co.)

