E lo stalker è già tornato in libertà

A casa l’uomo preso da una poliziotta che ha perseguitato al telefono la collega
PESCARA. E’ stato arrestato domenica per stalking, lunedì ha patteggiato la pena di sei mesi – dopo aver confessato – eppure l’uomo di 42 anni originario di Chieti è già tornato in libertà. Nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, nel giorno in cui si moltiplicano gli appelli a non usare la forza sulla sesso più debole, un uomo che aveva perseguitato una giovane trentenne di Pescara è tornato in libertà dopo aver patteggiato di fronte al giudice Antonella Di Carlo.
Vittima dello stalking, iniziato nel mese di luglio, è stata una ragazza che solo domenica scorsa, dopo l’arresto da parte della Squadra Mobile, ha scoperto che a perseguitarla era stato un suo collega di lavoro.
E’ stata la donna, il 18 novembre, a trovare il coraggio di denunciare di essere vittima di stalking portando alla polizia anche le registrazioni delle telefonate ricevute. Sul suo telefonino, l’uomo, aveva installato un programma per alterare la voce che usava per chiamare la donna e, in alcune occasioni, la trentenne è stata anche minacciata di morte.
Il 42enne originario di Chieti è stato arrestato in flagranza di reato proprio mentre stava telefonando alla sua vittima da una cabina telefonica in via Paolini. L’uomo ha patteggiato ma è tornato già in libertà.
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