E nell’ex Banco di Napoli polo culturale con museo

26 Luglio 2017

Primo lotto finito, lavori da ultimare in un anno per circa un milione di euro Nell’edificio di corso Vittorio le opere degli impressionisti nordici in Abruzzo

PESCARA. Il primo passo è già compiuto. Sventrare i locali che fino a qualche anno fa ospitavano gli uffici e gli sportelli dell’ex Banco di Napoli per trasformarli in grandi spazi aperti da dedicare alla cultura e alle attività connesse, prima fra tutte quella museale. È il polo culturale che la Fondazione PescarAbruzzo è in via di realizzazione dopo aver acquistato per cinque milioni di euro, nel corso di un’asta pubblica indetta dal gruppo Intesa alcuni anni fa, lo storico immobile di corso Vittorio Emanuele, all’angolo con corso Umberto. È qui che «tempo un annetto», come spera l’ex presidente e oggi segretario generale della Fondazione, Nicola Mattoscio che per dieci anni ha proposto la realizzazione di una Fabbrica della cultura all’intero dell’area di risulta, dovrebbe aprire il nuovo spazio cittadino. Circa duemila metri quadrati, gran parte dei quali saranno occupati da un’importante collezione artistica della Fondazione. Quella degli impressionisti nordici della metà dell’Ottocento appartenenti alla scuola di Civita D’Antino, la cittadina marsicana nel cuore della Valle Roveto dove per primo il caposcuola Kristian Zahrtmann, presidente dell’Accademia di Copenaghen, trovò nel 1883 la sua fonte di ispirazione, condivisa poi da altri artisti danesi, olandesi, alcuni svedesi e inglesi che attratti da quei paesaggi decisero di trasferirsi in quest’angolo d’Abruzzo. Rimanendovi fino al terremoto di Avezzano del 1915. Una collezione che già tre anni fa è stata la colonna portante della mostra al museo Andersen di Roma dedicata agli Impressionisti danesi in Abruzzo e promossa dalla stessa Fondazione che ora si appresta a condividerla con la città. Tutto dipende dai tempi dei lavori. «Abbiamo scontato dei ritardi legati ad alcune concessioni del Comune arrivate solo nelle ultime settimane», spiega il segretario generale della Fondazione. «Questo ha bloccato per un po’ i lavori che dovrebbero riprendere a settembre. Il primo lotto è stato comunque ultimato», va avanti Mattoscio, «ed è consistito nello sventrare tutti gli interni dell’edificio che prima ospitava una banca». Si tratta di lavori iniziati un paio di anni fa, per un costo complessivo di circa un milione di euro. «Adesso si tratta di sistemare i locali tecnici sulla terrazza, motivo per cui servivano le autorizzazioni del Comune. Ci sono dei vincoli urbanistici che andavano ponderati e rispettati dovendo sistemare nei locali tecnici le torrette degli ascensori e i macchinari degli impianti di condizionamento. Ma adesso», va avanti Mattoscio, «si è finalmente nelle condizioni di cominciare a realizzare tutta la logistica, vale a dire impianti di condizionamento, elettrici e via dicendo, oltre ai servizi e a tutti i particolari da curare. Sulla conclusione dei lavori non mi faccio grandi illusioni, un annetto ancora di lavori ci vorranno». Oltre al museo, ci sarà anche un punto ristoro. Un ristorante o una caffetteria di qualità che fa anche della buona ristorazione.
«Deciderà chi dovrà gestire il punto ristoro», conclude Mattoscio, «per ora non abbiamo avuto ancora nessuna richiesta».
Intanto, in attesa della realizzazione e dell’apertura del museo, i pescaresi possono affidarsi al commento che nel 1895 fece Gabriele D’Annuzio, apprezzando «la sincerità della pittura» degli impressionisti danesi alla prima Esposizione internazionale d’Arte di Venezia.(s.d.l.)
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