E nella capitale il saluto al carabiniere Pace

31 Agosto 2016

Lavorava all’Aquila e giocava con la squadra di Scoppito. Il generale Del Sette: «Militare esemplare»

ROMA. Ieri mattina a Roma sono stati celebrati i funerali del maresciallo dei carabinieri Giampaolo Pace, 43 anni, morto nel crollo dell’abitazione di famiglia ad Accumoli, uno dei due centri della provincia di Rieti più colpiti dal sisma. Al rito funebre, officiato nella chiesa di San Giovanni Crisostomo in via Emilio De Marchi, hanno partecipato, oltre al comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette, numerosi magistrati con i quali Pace aveva lavorato nel corso degli anni: tra di loro, il procuratore generale della Corte d’Appello di Perugia, Fausto Cardella, già procuratore della Repubblica dell’Aquila, città nella quale il maresciallo si era impegnato fin dai primi giorni successivi al devastante terremoto del 6 aprile 2009, proprio nelle attività di indagine conseguenti alla ricostruzione, entrando a far parte del gruppo di investigatori più capaci che l’Arma aveva posto a disposizione della Procura aquilana. Il maresciallo Pace lascia un bambino di 8 anni. «Ha saputo essere un carabiniere esemplare», lo ha ricordato il comandante generale Del Sette, «la sua vita lascia un segno profondo all’interno dell’istituzione. Del Sette ha sottolineato che il maresciallo, figlio di un carabiniere, era nell’Arma da 24 anni: «Ha saputo essere un carabiniere esemplare».Pace lavorava nel capoluogo abruzzese dopo aver prestato servizio per anni a Pescara, nel difficile quartiere di Rancitelli, e giocava a calcio con la Asd Scoppito, squadra di Seconda categoria del campionato abruzzese.

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