E nella ex casa di riposo spuntano anche letto e tv

11 Aprile 2017

Il complesso di via Arapietra bonificato e murato di nuovo dal Comune dopo le segnalazioni dei residenti. Ma l’elenco degli edifici presi di mira è lungo

PESCARA. Nella ex casa di riposo di via Arapietra hanno trovato perfino un televisore, con piumone, comodino e, sulla parete, una cartina geografica incorniciata e appesa a un chiodo.

È la traccia del sottobosco che esiste e si muove ogni notte, a maggior ragione nei freddissimi mesi invernali appena trascorsi. Ma oltre al giaciglio che tutto sommato nella foto a destra appare dignitoso, nell’edificio comunale il degrado era pazzesco come segnalavano ripetutamente i residenti della zona.

E così, per l’ennesima volta nel giro di questi ultimi anni, gli operai del Comune sono tornati al lavoro per bonificare, pulire e infine murare di nuovo porte e finestre dell’ex ospizio. Un’operazione che in questi ultimi anni si ripete periodicamente, perché periodicamente, nonostante murature e bonifiche, i disperati, i senza fissa dimora, tornano a occupare quei locali.

Così è successo anche in altri edifici dismessi. Prima dell’ex casa di riposo di via Arapietra era toccato all’ex scuola media Muzii di via Saffi, alle spalle del primo tratto della strada parco, e ancora all’ex Fea, sul lungomare Matteotti; alla draga; al Ferrohotel in corso Vittorio Emanuele e, ancora, come riferisce la polizia municipale, nei vari appartamenti inutilizzati di proprietà degli enti. Come le due case di proprietà della Regione in via Tavo e in piazza Pierangeli.

Strutture in pieno centro cittadino, disseminate sul territorio e mescolate ai quartieri e alla vita comune delle persone che non vedono, ma poi si accorgono dal tanfo e dai continui movimenti al calar del sole, di quello che sta succedendo.

E iniziano a segnalare. A protestare. Ad aver paura, anche. Quando la polizia municipale va a controllare, più o meno è sempre lo stesso scenario: materassi, vecchie suppellettili, resti di cibo, stracci e sporcizia. Tanta.

Segnalazioni che si ripetono e controlli che si moltiplicano e che non bastano comunque, perché dove gli operai comunali vanno a murare poi gli occupanti tornano a rompere.

«Un fenomeno continuo»; ribadisce il maggiore Adamo Agostinone della sezione antidegrado della polizia municipale, «che con la bella stagione e il caldo si sposterà nei giardinetti, nei posti all’aperto, sotto i porticati. Per questo al momento stiamo lavorando singolarmente, ogni Corpo per conto proprio, ma presto partiranno i servizi Interforze su cui noi dell’Antidegrado siamo impegnati in prima linea». Non solo occupazioni abusive, ma anche accattonaggio, prostituzione, venditori ambulanti abusivi e parcheggiatori, abusivi. Un sottobosco cresciuto con la crisi e al quale l’amministrazione comunale sta cercando di dare un freno partendo dall’area di risulta. Dove, quando sorge il sole, si riversano gran parte degli invisibili.

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