E per il maltempo riserve di sangue ridotte al minimo

23 Gennaio 2017

Appello dei medici: i volontari contattino i Centri trasfusionali Interventi chirurgici ripresi con le importazioni da altre regioni

PESCARA. All’Abruzzo sotto scacco per le calamità naturali, ora si sono assottigliate anche le scorte di sangue per le trasfusioni. Dalle 1.500 unità che servono per mantenere un livello adeguato di equilibrio, si è scesi a 800, tanto da aver costretto le Asl ad intervenire solo nei casi urgenti di chirurgia.

Un appello per tornare a donare il sangue, arriva dal direttore del Centro regionale sangue di Vasto, l’ematologo Pasquale Colamartino. «Da due settimane siamo in una fase di criticità», spiega Colamartino, «per quanto riguarda le donazioni. In primis, perché ci sono stati problemi di accesso ai centri di raccolta, e questo a causa della neve e della viabilità ridotta: tutto ciò ci ha portati ad una riduzione delle scorte, nella prima settimana. Situazione che è peggiorata con la nevicata successiva, tanto che nella seconda settimana abbiamo data indicazione alle aziende sanitarie di limitare l’azione chirurgica solo alle urgenze. Poi c’è stato il drammatico episodio», continua l’ematologo, riferendosi alla valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano di Farindola, «e abbiamo dovuto importare sangue da altre regioni. Mi riferisco alla Lombardia», fa sapere Colamartino, «al Veneto e al Friuli Venezia Giuia, oltre che alle province autonome di Trento e Bolzano. Importazioni di sangue che ci hanno consentito di svolgere l'attività. Ora», rileva il direttore del Centro regionale sangue, «siccome il tempo atmosferico va migliorando, di pari passo stanno andando le donazioni di sangue e quindi abbiamo dato indicazione di poter riprendere gli interventi chirurgici. Però sarebbe bene che si tornasse ai livelli ordinari di donazioni».

Il sistema Abruzzo, fa notare il medico, per stare in equilibrio, ha strutturata una rete che si deve supportare a vicenda, tra le diverse Asl. Lo stesso accade a livello nazionale, tra le diverse regioni: «Adesso noi chiediamo che i donatori contattino i Centri trasfusionali, così da garantire meglio gli interventi chirurgici ordinari. Intanto, però, vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno donato il sangue in questi giorni, nonostante le difficoltà oggettive che hanno dovute affrontare».

Un problema, quello della scarsità delle donazioni, che ha colpito soprattutto la zona di Pescara. «Dall’inizio dell’anno», rimarca la direttrice del Servizio trasfusionale di Penne-Popoli, della Asl di Pescara, Patrizia Accorsi, «c’è stata una diminuzione delle donazioni, forse per l’influenza e per le condizioni climatiche. Pescara raccoglie le zone di Spoltore, Caramanico e Penne, zone in cui il disagio si è fatto sentire. Ma anche a Pescara le persone sono uscite poco di casa».

Vito de Luca