E solo in Forza Italia i pretendenti sono tre

Mascia, Antonelli e Masci si dicono pronti, ma temono divisioni. L’ex sindaco: facciamo un sondaggio
PESCARA. Sono tre, tutti motivati e con almeno una ragione per candidarsi a sindaco per il centrodestra. Ma sono tutti e tre di Forza Italia. Oltre all’ex assessore Carlo Masci, coordinatore provinciale dei forzisti, nonché consigliere comunale della lista civica Pescara futura, ci sono l’ex assessore Marcello Antonelli, attuale capogruppo Fi al Comune, e l’ex sindaco e oggi consigliere comunale Luigi Albore Mascia. Questi ultimi, Antonelli e Mascia, sono accomunati dall’assoluzione ottenuta mercoledì sulla vicenda della City, e dal conseguente entusiasmo dichiarato a caldo: «Da domani inizia una nuova vita politica» le parole di Mascia; «Adesso si riparte dell’agibilità politica», il commento di Antonelli. Ma chi la spunterà, sempre che la la Lega, all’interno della coalizione di centrodestra, lasci la poltrona del Comune pescarese a Forza Italia?
In campo ci sono le due anime di Forza Italia, Nazario Pagano con Masci e Lorenzo Sospiri con Antonelli, e Albore Mascia, quest’ultimo determinatissimo a ripresentarsi dopo il rospo che dovette ingoiare alle amministrative del 2014, quando il centrodestra si spaccò tra lui e Guerino Testa a tutto vantaggio di Alessandrini, che superò Mascia al ballottaggio. Una cicatrice ancora viva che tiene tutti sul chi va là nel timore di altre spaccature, sempre nell’attesa dell’esito delle regionali del 10 febbraio. Ma ognuno, ormai da mesi, tesse comunque la sua tela.
Non ne fa mistero l’ex sindaco Mascia il quale non solo ribadisce la sua volontà a candidarsi, ma ha già chiare le emergenze su cui lavorare: «Sicurezza, degrado e area di risulta, sono queste le priorità assolute della città», dice Mascia mentre confida la gioia per l’assoluzione («recupero una nuova vita, questa vicenda giudiziaria è stata la prima in 21 anni di attività istituzionale») e intanto invita tutti a evitare divisioni: «Non si possono ripetere gli errori del passato». E nell’elogiare i suoi diretti competitors interni a Forza Italia, Mascia indica anche la soluzione: «Un sondaggio da affidare a un istituto di ricerca nazionale, quotato e accreditato, che ci consenta di testare i pescaresi, su chi vorrebbero per il dopo Alessandrini. Noi candidati contribuiremmo a finanziarlo in modo da farci trovare pronti al tavolo con la Lega e con il resto della coalizione. Io sono pronto, sento che la città mi esorta a candidarmi e non mi tiro indietro. E anche se sono capace di fare sia il generale che il soldato, chiedo rispetto per tutte le carte che mi posso giocare». Si tiene sul vago Carlo Masci: «Spero che si trovi un candidato unitario, se vogliamo vincere dobbiamo essere tutti compatti come coalizione di centrodestra». Però fa presente: «Non mi sono candidato alla Regione perché ho a cuore la città e lavoro per la città. Al di là di chi sarà la persona che rappresenterà la coalizione al vertice».
Stessa sportività mostrata da Marcello Antonelli, anche lui motivatissimo a correre da sindaco, soprattutto dopo la recente assoluzione: «Finora la mia disponilità a candidarmi era condizionata al giudizio che è arrivato ieri (mercoledì ndr): mai e poi mai avrei immaginato di continuare un percorso politico di fronte a una condanna». Detto questo, è “disponibilità” la parola ripetuta anche da Antonelli che, come Masci, fa notare di non essersi candidato alle regionali «ritenendo prioritario un ruolo di governo della città». Intanto si gioca la carta dell’esperienza maturata alla guida dell’opposizione: «È buona regola che chi ha condotto l’opposizione sia preso in considerazione per la stagione di governo. Mi auguro che non solo dal mio partito, ma anche dalle altre forze della coalizione sia presa in considerazione la mia disponibilità». E se invece la Lega, che a Pescara non ha grossi nomi da giocarsi, guidata dall’esito delle regionali decidesse di “investire” su qualcun altro? Tipo Azione politica di Gianluca Zelli con cui pare corra buon sangue? Se così fosse, c’è già chi fa il nome di Berardino Fiorilli, ex vice sindaco e oggi aspirante consigliere regionale. Ma siamo sempre là: tutto dipende dal 10 febbraio. (s.d.l.)

