«E’ stato un evento eccezionale, secolare»
«E' stato un evento eccezionale, di certo un fenomeno secolare. A memoria nella zona di Livorno e Pisa non ne ho ricordo. In una notte è caduta la pioggia che nel Livornese cade di solito in 5 mesi»....
«E' stato un evento eccezionale, di certo un fenomeno secolare. A memoria nella zona di Livorno e Pisa non ne ho ricordo. In una notte è caduta la pioggia che nel Livornese cade di solito in 5 mesi». A parlare è Bernardo Gozzini, amministratore unico del consorzio Lamma, Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile, partecipato da Regione Toscana e Cnr. Riguardo a quanti millimetri d'acqua siano caduti la notte scorsa, Gozzini specifica che il picco lo ha totalizzato Quercianella: 42 mm in 15 minuti, intorno alle 3. Sul territorio livornese sono caduti 230 millimetri in 3 ore, dalle una alle quattro di sabato notte. «Precedenti analoghi di piogge così intense in così poco tempo? - dice Gozzini - In Toscana si può risalire al 2011 in Lunigiana, 400 mm in 6i ore. O al 2012, quando ci fu l'alluvione dell' Albegna nel Grossetano». Riguardo all'allerta meteo diramata sabato, Gozzini precisa: «Avevamo fatto un'allerta gialla dalle 21 alle mezzanotte, arancione dalla mezzanotte in poi. Il che significava: previsti temporali poi le piogge si faranno più intense. Ricordo che la delibera prevede l'arancione quando il rischio riguarda l'esondazione di corsi minori, come accaduto a Livorno: la rossa è quando il rischio riguarda corsi maggiori come Arno o Serchio. Noi poi sabato abbiamo attivato anche il monitoraggio straordinario, come prevede l'allerta gialla, valutando la situazione critica che si stava sviluppando nella zona: questo significa che a partire dalle 21 abbiamo inviato al sistema della protezione civile regionale bollettini ogni due ore sui livelli delle precipitazioni e su che cosa sarebbe successo nelle ore successive». Sulla precisione delle previsioni Gozzini infine osserva: «Difficile farle sulla quantità. Certo ci sono certi 'ingredienti', come l'umidità in atmosfera o il gradiente termico, che ci consentono di prevedere maggiore o minore potenza, localizzando una zona, non l'area esatta. Consideriamo poi che veniamo fuori da un'estate lunga e calda e che calda è l'acqua del mare: questo aumenta la potenza delle perturbazioni. Settembre per questo è uno dei mesi a rischio».

