E sui muri scritte in sostegno di Cospito

4 Febbraio 2023

Messaggi lungo ponte Risorgimento per l’ideologo del movimento: «Fuori Alfredo dal 41-bis»

PESCARA. “Fuori Alfredo dal 41-bis”, “Cospito libero”, “No al 41-bis”. Anche i muri di Pescara, la sua città di origine, si riempiono di scritte a sostegno dell’anarchico Alfredo Cospito, stremato dallo sciopero della fame contro il carcere duro. I messaggi spuntano anche tra i palazzi del Comune e della Regione, le sedi del potere contestate dagli anarchici.
Il detenuto finito al centro del dibattito politico nazionale è un pescarese di 55 anni: ha vissuto in un palazzo di via Paolucci fino all’inizio degli anni Novanta prima di trasferirsi a Torino. E di scalare il movimento anarchico fino a diventarne «ideologo», «elemento di spicco» e «principale esponente». Proprio così lo descrivono le sentenze che si susseguono negli anni. Sentenze che lo accusano di tramare contro la sicurezza dello Stato.
Cospito, arrestato per la prima volta nel 1991 a causa dell’occupazione dell’Aurum, non mangia da 108 giorni: è la sua protesta contro il carcere duro. Trasferito dal carcere di Sassari alla casa circondariale Opera di Milano, Cospito continua ad andare avanti ad acqua e zucchero. In oltre tre mesi ha già perso 40 chili e le sue condizioni di salute si aggravano sempre di più. In una dichiarazione inoltrata al Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, Cospito ha espresso la sua volontà di non essere alimentato artificialmente se le sue condizioni dovessero peggiorare fino a ridurlo a uno stato di incoscienza.
Negli ultimi giorni, da Crotone a Torino, si ripetono incendi, scritte sui muri e marce di solidarietà. Martedì scorso anche a Pescara un episodio sospetto con l’incendio di cassonetti dei rifiuti in pieno centro, proprio accanto a una banca. E adesso anche le scritte sui muri: sul ponte Risorgimento, tra la Regione e il Comune con lo sfondo del campanile di San Cetteo, l’Asse attrezzato e le Torri Camuzzi, in piazza Unione proprio sotto le finestre della sede del consiglio regionale, lungo la strada parco all’altezza di via Silvio Pellico e in via Gabriele d’Annunzio.
Secondo gli atti giudiziari, Cospito è il teorico dell’«attacco alle istituzioni»: «Opporsi armi in pugno», è una delle sue frasi. E poi: «Bisogna dimostrare che il re è nudo, che il padrone può e deve sanguinare».
Cospito è stato arrestato per l’attentato del 7 maggio 2012, a Genova, all’allora amministratore delegato dell’Ansaldo Roberto Adinolfi; poi un altro arresto nel 2016 in un’inchiesta su attentati e pacchi bomba ai politici: contestate 50 azioni terroristiche in 13 anni, compresi gli ordigni sotto casa di Romano Prodi (nel 2003 presidente della Commissione europea) e i pacchi esplosivi inviati agli ex sindaci di Bologna Sergio Cofferati e Torino Sergio Chiamparino; è accusato anche dell’attentato nel 2006 contro la Scuola carabinieri di Fossano (Cuneo). (p.l.)