E tra 24 ore c’è lo sciopero dei voli

14 Luglio 2023

Domani stop degli aerei dopo la protesta di Trenitalia che Salvini ha dimezzato

PESCARA. Giornata di forti disagi in Abruzzo e in tutto il resto d’Italia per lo sciopero del personale di Trenitalia e Italo. Ma non c'è il tempo di archiviare questa protesta che è già in arrivo l'astensione dal lavoro negli aeroporti, col personale di terra che incrocerà le braccia domani dalle 10 alle 18.
Lo stop nelle ferrovie è terminato alle 15 di ieri dopo l'intervento del vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che ne aveva ordinato il dimezzamento rispetto alle 24 ore proclamate dai sindacati. Ventiquattr'ore che erano state confermate dopo il tavolo convocato al Mit per cercare di revocarle. Una decisione quella della precettazione che non è andata giù ai sindacati che hanno deciso di impugnarla: «Abbiamo fatto ricorso al Tar perché la precettazione è stato un errore clamoroso, noi abbiamo rispettato le leggi», ha annunciato il segretario della Cgil, Maurizio Landini.
«Le aziende e il governo», ha lamentato, «hanno avuto due mesi di tempo e non hanno fatto nulla, noi non avevamo altri strumenti». Altissime le adesioni tra tutti i lavoratori con tante cancellazioni tra i treni non garantiti e ritardi tra quelli che sono circolati, secondo i dati della Filt Cgil, che ha precisato come l'adesione media nazionale è stata dell'80%, con punte fino al 100%.
I ferrovieri di Trenitalia e Italo - spiega il sindacato - «hanno risposto in massa alla protesta» indetta a seguito «dell'incapacità» di due aziende di «chiudere due vertenze» aperte da mesi, ma anche «contro un'ordinanza vergognosa» del ministero dei Trasporti.
«Capisco e sostengo i diritti delle migliaia di lavoratori del comparto ferroviario, ma non si potevano lasciare a terra milioni di lavoratori. Ho chiesto di dimezzare, i sindacati non lo hanno fatto, ho precettato», ha però commentato Matteo Salvini all'assemblea di Confagricoltura, aggiungendo: «Sono assolutamente orgoglioso di aver permesso a milioni di italiani di non rimanere a piedi». (u.c.)