E’ una sfida a due Decisivi voti M5S

Il centrodestra è avanti in 13 capoluoghi su 22, il Pd solo in sei L’Aquila, Avezzano, Ortona e Martinsicuto alle urne in Abruzzo
ROMA. Una sfida per lo più a due. Il centrodestra e il centrosinistra sono in lizza quasi ovunque nei grandi centri, ma c’è l'incognita dell'affluenza oltre che del comportamento nelle urne degli elettori Cinquestelle che - rimasti fuori dai giochi - potrebbero diventare l'ago della bilancia sui risultati finali. Alla vigilia del voto, il centrodestra incrocia le dita e conta di potersi affermare in una decina di capoluoghi di provincia su 22 (più Carrara) partendo con un vantaggio di 13 rispetto al centrosinistra che parte in vantaggio in soli 6. Sarà anche per questo che, a fronte dell'attivismo di Berlusconi e Salvini, Renzi è rimasto dietro le quinte.
Il ballottaggio interessa 111 comuni, 19 capoluoghi di provincia e 3 di regione: Genova, Catanzaro e L'Aquila in Abruzzo, dove si vota anche ad Avezzano, Ortona e Martinsicuro. Tra i grandi centri, il M5s punta ad affermarsi negli unici due in cui è in gara: Asti e, soprattutto, Carrara. Ma molto anche nei comuni in cui corre nel Lazio, per testare l'influenza dell'amministrazione capitolina sul territorio circostante, in particilare a Guidonia, centro molti popoloso. La sfida clou sarà quella di Genova dove, fallito il blitz dei 5Stelle, il centrodestra punta a sfondare nella roccaforte rossa, tentando l'affondo anche a La Spezia, feudo del ministro Orlando, dove però parte in vantaggio. Il risultato dei ballottaggi avrà molteplici conseguenze anche dal punto di vista degli equilibri interni tra Forza Italia e Lega e potrebbe preludere alla condivisione del cosiddetto «modello Toti» su scala nazionale. A Genova la sfida tra Gianni Crivello (centrosnistra) e Marco Bucci (centrodestra) potrebbe vedere come decisivi gli elettori M5s sui quali Matteo Salvini conta. In generale il centro-nord sembra destinato a vedere un'affermazione maggiore del centrodestra che punta a conquistare anche l'altra roccaforte rossa, Sesto San Giovanni, la ex «Stalingrado d'Italia». A Monza l'apparentamento con i centristi aiuta l'azzurro Dario Allevi che punta a rimontare sul sindaco uscente Roberto Scanagatti (centrosinistra). La leghista Sara Casanova ha avuto il placet dell'azzurro Lorenzo Maggi e punta conquistare la città che ha vissuto l'arresto del sindaco Dem Uggetti. A Parma Paolo Scarpa, sostenuto da diverse liste civiche di centrosinistra e dal Pd si scontra con l'ex M5s Federico Pizzarotti contro il quale rema anche il candidato rimasto escluso dei 5Stelle che ha invitato a votare Scarpa ricevendo una sonora bacchettata di Grillo. I 5Stelle, che vanno al ballottaggio in 10 comuni, proveranno invece a conquistare Asti dove un riconteggio reiterato è stato decisivo per superare di 6 voti il candidato di centrosinistra e andare al ballottaggio. A Padova l'alleanza tra il candidato Pd Sergio Giordani e il civico Arturo Lorenzoni (che al primo turno ha preso il 22,8%) punta a superare il sindaco «sceriffo» uscente, il leghista Massimo Bitonci che però è avanti con il 40%. E anche a Verona il centrodestra (Federico Sboarina) rischia di essere scavalcato da Patrizia Bisinella, compagna del sindaco uscente Flavio Tosi e sostenuta anche dal Pd. Il Pd punta ad una vittoria facile a L'Aquila e ad una rimonta sul centrodestra a Taranto mentre a Catanzaro è in pole il candidato del centrodestra Sergio Abramo. A Trapani il centrosinistra corre contro se stesso: il ritiro di Girolamo Fazio lascia il candidato Pietro Savona con un unico obiettivo: avere il 50,1% dei votanti per validare una tornata ai limiti del paradosso.

