E viale Marconi resta ancora senza collaudo

Polemica del Pd: «Il Comune sapeva delle dimissioni del tecnico dal 19 maggio, ma lo ha nascosto»
PESCARA. Viale Marconi resta ancora senza collaudo. Dopo le dimissioni del tecnico incaricato, l’ingegnere Pietro Grosso, il Comune non ha più provveduto a nominarne un altro per effettuare le verifiche dopo la conclusione dei lavori.
E intanto divampa la polemica. «Dalla documentazione raccolta», hanno detto ieri i consiglieri Pd Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli e Giovanni Di Iacovo, «emerge che le dimissioni del collaudatore di viale Marconi sono arrivate il 19 maggio, ma la città ne è stata messa al corrente solo il 5 giugno e solo perché l’opposizione di centrosinistra è venuta a saperlo con una mail delle 8.45. Solo dopo lo scoppio del caso, alle 13.26 del 5 giugno, il dirigente di fiducia del sindaco ha firmato l’atto con il quale ha iniziato la ricerca di un sostituto collaudatore». «Il sindaco», hanno affermato, «spieghi perché per giorni ha consentito che migliaia di pescaresi transitassero su una strada priva non solo del collaudo, ma anche del collaudatore, ormai oltre i termini previsti dalla legge». I consiglieri hanno annunciato una serie di accessi agli atti per comprendere meglio quanto avvenuto in queste settimane.
«Il collaudo non è un mero controllo burocratico», hanno precisato, «è indispensabile per capire se una strada è sicura o se ha bisogno di ulteriori interventi perché lo sia, e le operazioni di collaudo vanno completate entro sei mesi dalla fine dei lavori. Il sindaco e i suoi assessori e dirigenti avevano il dovere civico di informare la città che la strada non era stata collaudata nei tempi di legge, ma non lo hanno fatto».

