Ecco il palazzo con la stanza per drogarsi

24 Dicembre 2023

Il candidato sindaco Pettinari torna al civico 15 di via Lago di Capestrano: a due mesi dall’ultima denuncia è tutto uguale

PESCARA. È tutto ancora lì: siringhe, aghi, pasticche, il tavolino bianco, la pipa artigianale e le bottiglie di plastica per fumare il crack. A meno di due mesi dalla denuncia del consigliere regionale Domenico Pettinari, candidato sindaco civico, nella stanza della droga all’ultimo piano della palazzina al civico 15 di via Lago di Capestrano nulla è cambiato, anzi.
È qui, dopo l’abbattimento del ferro di cavallo voluto dal l’amministrazione del sindaco Masci, che secondo Pettinari si è spostato “il fortino della droga”. Ieri mattina, davanti agli sguardi indiscreti di chi conduce una vita ai margini, è cominciata la camminata della legalità che il candidato sindaco intende proseguire a Natale e a Santo Stefano. «Già mi hanno minacciato», riferisce, «venerdì durante il soprallugo, una persona mai vista prima mi ha detto “non devi permetterti di venire”. Ma», prosegue, «i cittadini onesti che vivono qui sono esausti. Non ce la fanno più. Io verrò qui, nei giorni di festa, per sfidare la mafia della nostra città perché questa è mafia», precisa, facendo riferimento alle recenti inchieste finite con gli arresti nel quartiere. Ed eccola, la stanza della droga, in via Lago di Capestrano 15, lungo la strada che in pochi minuti si ricollega alla zona di Porta Nuova e al centro. Ma prima di raggiungere il quinto piano, fino a ieri mattina lungo le scale c’erano aghi, tracce di sangue e pasticche raccolte proprio davanti all’ingresso della stanza del buco. «Sarà la polizia», dice Pettinari, «a verificare di cosa si tratta esattamente, noi abbiamo subito segnalato».
Degrado e sporcizia prevalgono dietro al palazzo. E tra l’incuria e l’abbandono c’è anche l’ostentazione di inquilini che hanno telecamere e fotocellule davanti alla porta di casa, per inquadrare le scale e sapere chi arriva. «Siamo nel fortino della droga per eccellenza», ribadisce Pettinari. «Basta entrare nel palazzo, per avere un’idea di cosa succede qui. Ci stiamo confrontando con la mafia, perché le ultime inchieste parlano di mafia, quindi utilizziamo il termine giusto. Abbiamo trovato di tutto: sangue sulle scale, aghi di siringhe. E poi 25 pasticche davanti alla stanza del buco. Così abbiamo allertato subito le forze dell’ordine che le analizzeranno. Due mesi fa avevo presentato una denuncia per le condizioni della stessa stanza, ma l’ho trovata peggio di prima. Le istituzioni dove sono?».
Tra le proposte avanzate dal consigliere per ridare dignità alla zona, un presidio h24, coadiuvato dall’operazione strade sicure dell’esercito, un pattugliamento misto di carabinieri e polizia più due militari e controlli a piedi da parte delle forze dell’ordine. «Vi sono case murate, ma c’è carenza di alloggi popolari», aggiung, «il censimento è fondamentale anche per verificare i requisiti».
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