«Ecco l’albero che ricorderà la mia piccola Stella»

13 Settembre 2015

MONTESILVANO. «Stellina era una bambina allegra, solare, piena di voglia di vivere. Amava tanto curare l’orto e mangiare i limoni». Così Liubov Maksimtsova parla della sua bimba di 7 anni, Stella,...

MONTESILVANO. «Stellina era una bambina allegra, solare, piena di voglia di vivere. Amava tanto curare l’orto e mangiare i limoni». Così Liubov Maksimtsova parla della sua bimba di 7 anni, Stella, che domani avrebbe dovuto iniziare la terza elementare e che invece è volata in cielo 5 mesi fa, a causa di un incidente stradale avvenuto sull’A14, due giorni prima di Pasqua, mentre era diretta in Trentino per trascorrere le vacanze.

E così, a ricordare la piccola alunna che frequentava le elementari, a Villa Verrocchio, sarà proprio un albero di limoni piantato, ieri mattina, nel cortile dell’edificio scolastico di via Lazio durante una cerimonia ristretta e molto toccante alla quale hanno partecipato la mamma della piccola, il dirigente scolastico Roberto Chiavaroli, gli insegnanti Agata Calisse, Fabrizio Dispaldro, Angela Criscuolo, e il papà di un’amichetta di Stella, Orazio Polce. Con l’alberello, oltre a ricordare la sua “Stellina”, la giovane mamma russa ha voluto ringraziare docenti, bambini e genitori montesilvanesi per l’affetto dimostratole.

«Sono rimasta letteralmente a bocca aperta per il calore che questa città è riuscita a trasmettermi», commenta la donna, «e grazie al quale ho preso la decisione più giusta per mia figlia. Quella di farla rimanere qui, a Montesilvano. Dopotutto lei si sentiva italiana al 100 cento e amava tanto il mare, per questo si trovava bene in questa città dove aveva tanti amici».

Stella era una bambina molto socievole ed educata. Così la ricordano anche le maestre che raccontano del rapporto speciale tra la piccola e sua madre, che la seguiva con costanza e sognava per lei un futuro di riscatto e felicità. «E invece, fra qualche giorno, il 20 settembre, sarà il suo compleanno, il primo senza di lei, e io non so davvero come fare», dice tra le lacrime Liubov che ora vive da sola nella loro casa di via Bari dove tutto è rimasto fermo a quel maledetto 15 aprile. «La spazzola, il dentifricio, lo zainetto e i suoi quaderni sono ancora tutti dove li ha lasciati lei prima di partire per quell’ultimo viaggio», racconta la mamma evidenziando anche una circostanza che, con il senno di poi, l’ha fatta molto riflettere. «Nelle settimane prima dell’incidente, Stellina era più energica del solito e voleva fare 100 cose insieme, danza, inglese, giocare, uscire, come se sapesse che il tempo a disposizione per lei stava per finire. Poi, il giorno prima di partire, si è soffermata molto a salutare e ringraziare più volte, senza motivo, tutti i nostri amici. Forse è riuscita a intuire prima, senza saperlo, che quello non era un arrivederci, ma un addio». (a.l.)

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