Ecco le 6 sfide che possono anche cambiare il risultato
Dal derby tutto pescarese Sospiri-D’Incecco alle chance di Pagano e Sottanelli Spuntano le incognite Acerbo e Marilena Rossi, mentre il Pd incrocia le dita
PESCARA. Anche la più scontata delle storie può riservare sorprese clamorose. E le elezioni in Abruzzo ne hanno almeno sei che covano sotto il coppo. Sorprese che possono cambiare il quadro finale. Proviamo quindi a individuarle partendo però dai nomi certi o quasi certi di chi sarà eletto. Uninominale Camera: Giorgia Meloni (FdI), Guerino Testa (FdI)e Alberto Bagnai Lega); uninominale Senato: Guido Quintino Liris (FdI); proporzionale Camera: Fabio Roscani e Rachele Silvestri (FdI), Luigi D’Eramo (Lega), Luciano D’Alfonso e Stefania Di Padova (Pd), Daniela Torto (M5S); proporzionale Senato: Etelwardo Sigismondi (FdI), Vincenzo D’Incecco (Lega) e Michele Fina (Pd). Ora possiamo passare alle sorprese cominciando da un derby tutto pescarese, quello tra Lorenzo Sospiri (FI) e D’Incecco al proporzionale Senato. Il leghista è in vantaggio ma storicamente, in Abruzzo, Forza Italia supera la media nazionale mentre la Lega è sotto. A Sospiri serve il sorpasso del suo ex “allievo” leghista. Sarebbe un sorpasso a destra che può accadere viste le percentuali forziste sia alle amministrative che alle regionali scorse, tutte al di sopra di quelle del Carroccio. Passiamo a Nazario Pagano (FI) che per ribaltare i pronostici dovrà fare la sua corsa su una donna al di fuori della coalizione del centrodestra: la sua competitor è Di Padova, al secondo posto nel proporzionale Camera del Pd. Ma per raggiungere l’obiettivo, Pagano deve centrare una performance. In parole semplici, la percentuale abruzzese di FI deve risultare tra le più alte d’Italia, mentre contestualmente, quella del Pd tra le più basse. Sarà determinante l’appoggio esterno di Sospiri.
Arriviamo alle ambizioni di Giulio Cesare Sottanelli che, per ottenere l’elezione alla Camera, deve lanciare la sfida alla Cinquestelle Daniela Torto. Ma all’ex deputato rosetano serve un miracolo elettorale sperando che, nel contempo, i pentastellati incappino in una debacle.
È possibile? Alle urne il verdetto.
Tra le sei sfide ce n’è anche una che ci proietta nel futuro e si consuma all’uninominale Senato dove le coalizioni di centrodestra e centrosinistra si misurano nelle stesse condizioni delle regionali del 2024. Il centrodestra schiera però Liris (del partito di Marsilio, candidato per il bis), mentre il centrosinistra ha piazzato un socialista, Massimo Carugno, e non pezzo buono del Pd (Silvio Paolucci). Il test attendibile tra chi vincerà la sfida alla Regione è rinviato: il Pd per ora non si scopre. Ma c’è anche il fattore “MA”, che sta per l’incognita Maurizio Acerbo. La sua è una sfida contro tutti. Ma se Unione Popolare supererà in modo evidente l’asticella del 3% a livello nazionale e, quindi, conquisterà i suoi 9 seggi in Parlamento, uno di questi sarà per l’abruzzese segretario di Rifondazione, candidato anche in Toscana dove sicuramente la sinistra farà un risultato migliore dell’Abruzzo. Il Rosatellum, in casi come questo, dirotta l’eletto nella regione dove ha ottenuto la minore percentuale. Ma chi si dovrà far da parte per liberare il posto ad Acerbo?
Risposta semplice: la Silvestri, seconda in lista alla Camera per FdI. L’ultima sorpresa, possibile ma meno probabile delle altre, è quella che riguarda la meloniana di Bellante Marilena Rossi che potrebbe sbarrare la strada del Senato a D’Incecco se il suo partito dovesse far stravedere in Abruzzo. (l.c.)

