Ecco le tombe dimenticate dei pescaresi più illustri

2 Novembre 2022

Spoglia e sporca la lapide di Leopoldo Muzii, primo sindaco di Castellamare Il mausoleo dei Cascella tra gli aghi di pino, marmo rotto per il fratello di Flaiano

PESCARA. Senza fiori, né lumini. Spoglie. Abbandonate. È lo stato in cui si trovano alcune delle tombe dei pescaresi illustri. Tra esse, quelle dello scultore Pietro Cascella; dell'ex sindaco di Castellamare, Leopoldo Muzii; di Nino, fratello del regista e sceneggiatore, Ennio Flaiano.
I loro resti riposano nella parte vecchia dei cimiteri di San Silvestro e Colle Madonna, presi d’assalto, in questo caldo ponte di Ognissanti, dai tanti cittadini che fanno visita ai loro cari. Fanno impressione quelle lastre di marmo vuote, spaccate, consumate, che si trovano nei primi nuclei cimiteriali con le date di nascita e morte, tra l’800 e il ’900, impresse sulle lastre logorate dal tempo.
A San Silvestro il mausoleo in pietra dell’artista Pietro Cascella (1927-2008), è immerso tra gli aghi di pino e circondato dalle tombe di altre famiglie che hanno dato lustro alla città, i pasticceri D’Amico, i Giammaria della omonima filanda, i cartai Montefusco, i Cetrullo delle fornaci, i Pesce dei teatri, i litografi Ciglia, le cui cappelle sono curate e ben tenute.
Invece, tre vasi di fiori rinsecchiti adombrano la tomba di Pietro Cascella dove appaiono anche i nomi di Basilio (1860-1950), Tommaso (1896-1968), e gli altri membri della famiglia, Concetta, Camilla e Susanna. Lastroni di marmo si sono staccati dal blocco di cemento che regge l’enorme tomba di famiglia dei Bucco, presumibilmente la famiglia dei titolari di stabilimenti farmaceutici sul finire del 1800.
Parole scolorite sono quelle impresse sulla pietra spaccata, da cui si intravede un letto di foglie secche, della tomba di Nino Flaiano, nato nel 1905, uno dei fratelli dello scrittore Ennio, due dei sette figli di Cetteo Flaiano. Quattro vasi di crisantemi gialli adornano la tomba invecchiata di Giovanni Mezzanotte, medaglia d’oro al valor civile, scomparso nel 1954, che con «giovanile ardimentoso slancio dagli adriaci procellosi flutti...cedesti la baldanza giovinezza» si legge sull'epitaffio.
Nel cimitero di San Silvestro riposano anche i Camplone delle fonderie, altri membri della famiglia D'Annunzio e Rapagnetta, la famiglia del pedagogista Laporta di Porta Nuova.
Al cimitero di Colle Madonna, ingresso Salita Tiberi, tra le antiche tombe sprofondate e transennate, spicca quella di marmo di Leopoldo Muzii, nato nel 1847 ed erede di una delle più importanti famiglie teramane. Figlio di Michele, titolare di una fabbrica di liquirizia e una fornace di laterizi, fu eletto sindaco di Castellamare nel 1880.
Sulla lastra di marmo sporca e ricoperta di polvere, solo una piccola foto e la scritta: “La città di Pescara ricorda con perenne gratitudine».
Ai Colli riposa anche l’artista pescarese Vicentino Michetti, curata e ben tenuta dagli eredi.
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