Ecco quanto costa illuminare i comuni

16 Novembre 2016

Record a S. Stefano di Sessanio: 117 abitanti, 415 euro a testa Vicoli il più virtuoso: 50 centesimi. È L’Aquila la città più cara

di Laura Corsico

ROMA

Q. uanto costa illuminare un cittadino dell’Aquila? E uno di Sulmona? Costa più far luce a un abitante di Pescara, a uno di Venezia o a uno di Firenze? La risposta arriva dall’associazione Open- polis, che ha messo a confronto (www.openbilanci.it) tutte le entrate e le uscite degli 8 mila comuni italiani e ha stilato una classifica delle spese municipali per lampade, lampioni e punti luce nelle strade pubbliche. Con moltissime sorprese.

Cara bolletta. Non sempre a spendere di più, infatti, sono le grandi città: tra i“comuni sopra i 200 mila abitanti” l’esborso medio va dai 18 ai 45 euro all’anno per ogni cittadino. A guidare la lista è Firenze, che nel 2014 ha speso 45 euro per abitante; seguono Napoli (poco più di 42 euro) e Venezia (38 e mezzo). Medaglia di bronzo a Padova, quinto posto a Milano (33 euro), ottavo a Roma (29 euro scarsi) e ultimo a Genova: 18 euro e 76 centesimi. Ma è poco, pochissimo in confronto a quanto hanno speso paesini minuscoli come Santo Stefano di Sessanio (Aq) o Valprato Soana (To), dove ai pochi abitanti è toccato far fronte a forti investimenti per rimodernare gli impianti.

Piccoli di lusso. La palma dell’esborso per il 2014, tra i 7.998 municipi italiani, è infatti andata a un comunello di 116 montanari ai piedi del Gran Paradiso, Valprato Soana, che per ognuno di loro ha speso ben 1977,64 euro. Il secondo posto va a Baradili, 84 anime, che non è solo il comune meno popolato della Sardegna ma anche uno dei meno abitati del Belpaese: 1316,91 euro. Terzo posto alla Campania con Petruro Irpino: ognuno dei suoi 367 cittadini è costato 1275 euro. E l’Abruzzo? Non si discute: il record va a Santo Stefano di Sessanio (Aq), alle porte del parco nazionale del Gran Sasso, uno dei borghi più belli d’Italia nonchè patria, grazie a Daniele Elow Kihlgren, un imprenditore di origini svedesi, del nuovo turismo stile “albergo diffuso”. Tra energia, impianti e manutenzione, il piccolo comune ha speso 48.596 euro, che divisi per 117 abitanti fanno 415,35 euro a testa. Quanto basta per piazzare Santo Stefano al 23esimo posto tra i municipi italiani, seguito al numero due, su 291 comuni, da Pietramela (Te) con 315 euro e 86 centesimi per abitante, e al terzo posto da Cappadocia (Aq) con 305 euro e mezzo.

Chi sale e chi scende. Dobbiamo scendere fino al numero 90 della classifica abruzzese per trovare finalmente L’Aquila, che con 59,37 euro pro capite è alla posizione 1.795 della graduatoria nazionale. Teramo è a quota 42, 21 euro, seguita da Pescara con poco meno di 30. Chieti è il capoluogo abruzzese di provincia che ha speso di meno: 19 euro e qualche centesimo per ogni abitante. Appena più di Genova, ma sempre meno di Bologna. È una cifra comunque mostruosa in rapporto a quanto ha speso nel Pescarese il sindaco di Vicoli per i suoi 392 concittadini: neanche mezzo euro (per la precisione: 48 centesimi) a testa. E infatti si è guadagnato il numero 269 della graduatoria abruzzese per importo di spesa, cioè uno degli ultimi posti in assoluto nella top italiana degli spendaccioni (è il comune numero 7.386). Mistero fitto, invece, sullo stato delle strade e delle piazze nei comuni a “euro zero”: da Balsorano (Aq) a Schiavi di Abruzzo (Ch), da Tullivalignani (Pe) a Montefino (Te), Openbilanci ha censito ben 22 comuni abruzzesi che nel 2014 non hanno cacciato un centesimo per la luce pubblica. Hanno lasciato i loro cittadini al buio o non hanno pagato le bollette?

Salasso urbano. Le spese dei comuni italiani per l’illuminazione pubblica (voce relativa a tutte le spese sostenute per i lampioni delle vie comunali, comprese quelle del personale addetto alla manutenzione) rappresentano «una fetta non marginale del consumo energetico nazionale» ma anche, e soprattutto, una spesa imponente per le amministrazioni locali, come spiega Openpolis. Tanto che negli ultimi anni molti sindaci si stanno convertendo a lampade a risparmio energetico e a sensori che consentano un utilizzo più intelligente della corrente elettrica. Ma anche i nuovi impianti hanno un costo. Che i cittadini pagano oggi in nome del risparmio di domani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA