Ecluso dai piani industriali Toto ricorre al Tar Lazio

27 Gennaio 2017

Bussi, contestato il governo per non aver visionato e accolto un progetto presentato dalla società abruzzese. Il Comune si costituisce in giudizio

BUSSI SUL TIRINO. L'amministrazione di Bussi sul Tirino del sindaco Salvatore Lagatta, in qualità di ente direttamente interessato ha dato mandato al proprio legale, l'avvocatessa Anna Maria Bello, del foro di Pescara, di predisporre la costituzione in giudizio nel ricorso davanti al Tar Lazio contro ministero dell'Ambiente, commissario delegato per il fiume Aterno-Pescara e presidenza del Consiglio dei ministri, presentato dalla società Toto. La holding abruzzese contesta l'annullamento del bando di gara per la Bonifica ambientale nelle aree del Sin esterne al sito industriale di Bussi, le cosiddette 2A e 2B.

«La Toto Holding» spiega Lagatta «lamenta che il ministero dell'Ambiente avrebbe ignorato la manifestazione di interesse presentata dalla società il 12 luglio scorso (di cui il Comune non è mai venuto a conoscenza), con la quale la società si è proposta come soggetto interessato a effettuare una bonifica finalizzata alla reindustrializzazione di quelle aree, peraltro esterne al sito industriale di interesse nazionale. Tutto questo sul presupposto» rimarca il sindaco «che la gara pubblicata dal commissario delegato (Adriano Goio) fosse illegittima. Da rilevare che, oltre agli effetti immediati, cui è diretta l'azione giudiziaria (annullamento del bando e rifacimento della gara), Toto denunzia testualmente nel ricorso al Tar che si starebbe autorizzando la reindustrializzazione di aree non inquinate e anzi esterne al Sin».

Procedimento per il quale esiste un’intesa fra Regione, Comune e Unichimica Filippi. la società interessata alla reindustrializzazione. A giudizio di Lagatta, l'intento della Toto «è chiaro e palese, giacché quest'ultima iniziativa giudiziaria sia, in realtà» sarebbe «l'anticamera di ulteriori azioni finalizzate a procurare ritardi e a ostacolare l'attuazione del recente accordo per l’apertura del nuovo stabilimento farmaceutico da realizzarsi su aree pulite, esterne al perimetro del Sin, che sono di proprietà comunale (acquistate lo scorso dicembre da Solvay). Siti che nulla hanno a che vedere con le aree oggetto di bonifica ambientale e con lo stesso Sin. Fermo restando» prosegue il sindaco di Bussi, «che se Toto, o chiunque altro, volesse presentare progetti produttivi finalizzati alla reindustrializzazione del Sin, l’amministrazione comunale è pronta a ogni forma di collaborazione nell'ambito delle proprie competenze e nel rispetto delle normative vigenti e delle procedure connesse. Non assisteremo passivamente a iniziative che non abbiano un contenuto concreto» chiosa il primo cittadino «o che siano volte unicamente a impedire che questo territorio possa finalmente tornare a essere "pulito", quindi in grado di ospitare nuove aziende industriali».

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