Ecomostro e sette alberghi diventano alloggi sul mare

Otto titolari di fabbricati abbandonati accolgono l’offerta comunale di uno sconto del 50% per i cambi di destinazione d’uso. Si prevedono entrate tra 1,5 e 2 milioni
FRANCAVILLA AL MARE. Sono i proprietari di ex strutture alberghiere cittadine che hanno aderito, entro il 30 giugno scorso, alla possibilità offerta dall'amministrazione comunale di usufruire di uno sconto del 50% dell'onere da pagare al Comune per sfruttare il cambio di destinazione d'uso da turistico-ricettivo a residenziale. In sostanza, quelli che erano alberghi e hotel diventeranno alloggi sul mare.
Il totale delle domande presentate riguarda l’ex hotel Vega, sulla riviera Nord; l’ ex hotel Principe, su viale Primo Vere; il cosiddetto ecomostro (residence Le Vele), sul lungomare al confine con Pescara; l'approdo Residenze, sul lungomare Francesco Paolo Tosti; l'ex hotel Lido, in viale Aldo Moro; l'ex hotel Vittoria, su viale Nettuno; una porzione del residence Stella del Mare (8 appartamenti su 19), tra via della Rinascita e via Figlia di Iorio; l'ex albergo La Fenice, sempre su viale Nettuno. Il provvedimento adottato dal Consiglio comunale, che ha concesso uno sconto secco della metà, ha dunque riscosso il successo che l'amministrazione Luciani auspicava, ossia quello di ridare, da un lato, dignità a edifici abbandonati che attualmente deturpano siti strategici sul litorale e den centro cittadino (il cosiddetto ecomostro è l'esempio più lampante); dall'altro, consente di incassare denaro fresco. La previsione è che nelle casse pubbliche dovrebbero entrare tra 1,5 e 2 milioni di euro dal cambio di destinazione d'uso delle otto strutture. Al momento sono stati versati solo circa quarantamila euro di acconti ma i cambi di destinazione d'uso andranno confermati, entro il 15 novembre, con i versamenti del saldo.
«Credo che qualche struttura verrà persa per strada, ma ritengo che l'incasso di un milione e mezzo di euro sia un risultato realistico, che si realizzerà a novembre», commenta l'assessore all'Urbanistica Davide Campli, «la delibera è nata dall'idea di non invogliare il cambio di destinazione d'uso di strutture esistenti e operative con l'obiettivo di non perdere posti letto in città. Abbiamo a cuore gli alberghi e il loro mantenimento in città, non a caso abbiamo uno dei coefficienti Tari più bassi d'Italia per gli hotel. Si tratta in ogni caso di fabbricati esistenti sul territorio, inoltre non abbiamo favorito l'aumento di nemmeno un centimetro cubo in più di cemento. Sono tutti edifici chiusi da tempo, anche da venti anni, e tra le motivazioni del provvedimento c'è anche quella quella di non agevolare nuove costruzioni o aumenti delle cubature. Con questa delibera abbiamo puntato alla riqualificazione urbana attraverso il recupero di contenitori vuoti».
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