Ecomostro sul mare, rifugio per disperati

Progetto nato come residence ma abbandonato da anni. Luciani: se sarà trasformato in alloggi, il Comune incasserà il premio
FRANCAVILLA AL MARE. In base al progetto iniziale avrebbe dovuto essere un polo turistico-alberghiero capace di attrarre i vacanzieri, nella realtà, a distanza di otto anni dal blocco dei lavori, il residence Le Vele è solo un ricettacolo di rifiuti e luogo di rifugio per disperati, cioè il peggior biglietto da visita per la città.
L'enorme edificio, suddiviso in quattro porzioni, è situato subito dopo il confine tra Pescara e Francavilla e si affaccia sul mare, essendo a stretta distanza dalla spiaggia e dagli stabilimenti balneari. Il progetto, che prevedeva ben sessantotto stanze, venne approvato da un dirigente comunale l'ultimo giorno dell'amministrazione guidata dal sindaco Roberto Angelucci. I lavori partirono (committente era la Abruzzo Resort e Property, ditta esecutrice la Felicioni srl di Tortoreto; progettista e direttore dei lavori, l'architetto Rocco Antonucci) ma qualche tempo dopo furono bloccati dalla magistratura in seguito a un esposto presentato da alcune associazioni ambientaliste che chiedevano di verificare che non vi fossero vincoli per un terreno ritenuto demaniale. Venne accertato che non ci fu occupazione abusiva del demanio marittimo visto che il terreno risultava privato. «Sotto la mia amministrazione», ricorda Angelucci, «rilanciai il discorso degli alberghi e invogliai gli imprenditori interessati, questo terreno era ormai svincolato e noi approvammo il progetto. Ci furono degli esposti e la magistratura bloccò i lavori, salvo poi accertare che quel terreno non è demaniale ma privato. Questa situazione è una penalizzazione per tutti, per la città e per il turismo». La situazione attuale del cantiere abbandonato è deprimente: sul lato mare, la recinzione esterna è venuta giù, i mattoni dei balconi sono crollati in più punti; nell'acqua che ha invaso le fondamenta della struttura galleggiano bottiglie di plastica e l'area esterna è coperta di discariche abusive. Non mancano segnali di vita che fanno presumere la presenza di senzatetto che utilizza la struttura abbandonata, del rsto è facile entrare passando da una porta aperta sulla riviera. Nelle intenzioni della proprietà dell'edificio, a confermarlo è l’attuale sindaco, Antonio Luciani, c’è l’idea di portare a termine i lavori usufruendo però della possibilità di cambiare la destinazione d'uso: da albergo turistico ad appartamenti. «Per quello che io definisco ecomostro, da 4 anni a questa parte se non di più, la questione amministrativa è stata risolta nel senso che non ci sono vincoli. È un fabbricato da terminare ma il privato non sta agendo e non so quale sia la motivazione. L'unico punto di contatto che ho è un tecnico che si interessa della questione em di recente, mi ha detto che la ripresa dei lavori sarebbe imminente. Una delle possibilità, che auspico avvenga, è che cambino la destinazione d'uso da albergo ad appartamenti pagando il premio al Comune, che così incasserebbe denaro».
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