Elezioni a Pescara, Masci ribalta il suo avversario: «I numeri parlano molto chiaro»

Il sindaco replica a Costantini: «Gli elettori nel 2024 gli hanno lanciato un messaggio ben preciso». Poi la difesa: «Il suo è solo un attacco a testa bassa contro la mia giunta, noi abbiamo lavorato bene»
PESCARA. «Forse dovrebbe preoccuparsi di conquistare la fiducia degli elettori che, nel 2024, gli hanno lanciato un messaggio chiarissimo, al di là dei sondaggi». Il sindaco Carlo Masci parte dai numeri e ribalta l’attacco del candidato del centrosinistra Carlo Costantini che ieri ha aperto la sua campagna elettorale, illustrando ai pescaresi i suoi 5 punti per una città migliore. Masci pare dal sondaggi di Noto: «Mi viene attribuito il 50% dei consensi e un gradimento del 59%. Costantini si ferma al 34%. Forse dovrebbe leggerli meglio quei dati». Da qui, l’affondo politico. «Esattamente come prima del voto di giugno 2024, Costantini esce dal letargo non per proporre una sua idea di città, ma solo per attaccare a testa bassa la giunta». Un atteggiamento che, secondo il sindaco e candidato di centrodestra, si traduce in «contestazioni generiche e strumentali, senza una visione concreta».
Sul tema della sicurezza Masci respinge al mittente ogni accusa. «Attribuire al sindaco il “fallimento” sulla sicurezza è scorretto. Costantini dovrebbe rivolgersi al prefetto e al questore», afferma chiamando in causa anche le responsabilità nazionali. «La sinistra che lo candida ha spalancato le porte dell’Italia a una miriade di persone disperate mettendo in difficoltà il sistema Paese che oggi si trova a gestirle e tutte le città che vengono invase da extracomunitari, molti dei quali diventano manovalanza spicciola per la malavita». Masci replica anche sulle critiche al commercio, citando una indagine di Confesercenti. «Dal 2011 sono scomparsi in Italia 103mila negozi in tutta la penisola ma ovviamente la crisi del commercio è imputabile, per Costantini, all’amministrazione comunale di Pescara che, invece, ha intrapreso una serie di azioni per favorire il commercio anche passando per il turismo». Al contrario, rivendica, «abbiamo puntato su eventi sportivi, culturali e musicali, puntando anche sulla Bandiera Blu (che il centrosinistra neppure immaginava con i suoi divieti di balneazione), che hanno portato a Pescara un numero di persone incredibile e hanno moltiplicato le presenze turistiche facendo diventare Pescara la seconda città turistica d’Abruzzo, quando fino a qualche anno fa eravamo agli ultimi posti». Capitolo parcheggi: «Costantini dimentica di dire che i pescaresi parcheggiano a un euro al giorno grazie all’abbonamento introdotto dalla nostra giunta». E aggiunge: «Sono in corso i lavori per trasformare l'area di risulta, proprio dove la sua coalizione voleva realizzare centri commerciali ed edifici residenziali mettendo i parcheggi di tutto il centro in mano ai privati». Sulla mobilità Masci ricorda la filovia Pescara-Montesilvano che da ieri è diventata operative nel fine settimana anche di notte. «Fino all’una di notte», dice Masci, «un’opera che la sinistra-cinquestelle ha sempre osteggiato».
Quanto al verde urbano, il sindaco invita Costantini a «sfogliare i progetti approvati dal 2024 a oggi», citando «l’accorpamento della Pineta e il futuro Parco Nord alle Naiadi». Sugli abbattimenti degli alberi chiarisce: «Sono il risultato diverse campagne di studio sulla salute del verde e sono necessari per evitare che cadano all'improvviso, come purtroppo è già accaduto altrove con effetti drammatici». Sulla movida Masci rivendica il tentativo di mediazione: «Abbiamo sempre cercato un punto di incontro tra i gestori dei locali e i residenti che contestano i rumori della movida e hanno diritto al riposo notturno: tutti i cittadini di Pescara hanno pagato per questa vicenda annosa, visto che il Comune ha già risarcito i residenti della zona di piazza Muzii, versando 450mila euro che sono di tutti noi». Per Masci «i pescaresi nel 2024 hanno già lanciato un messaggio chiaro». E sulla Nuova Pescara conclude: «Io ci ho sempre creduto e lavorato dopo anni di nulla del suo centrosinistra. Il no di Spoltore», chiude Masci riferendosi alla delibera per l’immediata sospensione al processo di fusione, «dicono chiaramente chi è a favore e chi contro».

