Enel: tutta colpa dei manicotti

Il ghiaccio blocca i cavi e l’erogazione della corrente. «Poco utili i gruppi elettrogeni»
PESCARA. «I problemi sono dovuti a guasti di tipo meccanico, causati dalla caduta di alberi sulla linee elettriche e dalla formazione di manicotti di ghiaccio sugli impianti». Questa la diagnosi di Enel sui disservizi di queste ore (ieri alle 19,30 c’erano ancora 100mila clienti senza luce): . «La rete elettrica è telecontrollata e telegestita dai nostri operatori in remoto che possono così rialimentare gran parte dei clienti in tempi brevi con manovre a distanza. Per le rialimentazioni complete occorre eliminare i guasti per cui è necessario l’intervento fisico sul posto». Per quanto riguarda la caduta di alberi, è prevista una distanza di tre metri e mezzo dalle linee, la cosiddetta “fascia di asservimento”, entro la quale l’azienda è titolata ad effettuare il taglio piante. «Ma in queste ore», dice Enel, «sono caduti alberi ben più alti della fascia di asservimento che, pur situati al di fuori della fascia, abbattuti dal vento e dal peso della neve hanno superato fisicamente la distanza prevista dalle norme, danneggiando i conduttori».
C’è poi la questione dei manicotti di ghiaccio (che anche Terna indica come responsabile del 90% delle interruzioni di corrente).«Quattro elementi incidono a determinare questo fenomeno», dice Enel, «e in queste ore si sono verificati tutti simultaneamente per un periodo prolungato: l’entità della precipitazione nevosa, la sua durata nel tempo, il permanere di temperature basse e la velocità del vento. La durata delle precipitazione fa sì che la neve si accumuli sul conduttore, le temperature basse la ghiacciano creando veri e propri manicotti. Il peso del manicotto e l’azione del vento accentuano il carico fisico esercitato sul conduttore, determinandone in alcuni casi la rottura».
Quando ad essere danneggiata è una piccola porzione di rete elettrica e in aree limitate può essere conveniente intervenire con gruppi elettrogeni per accelerare il ripristino del servizio. «Tuttavia quando, come sta accadendo in Abruzzo, i fenomeni sono estesi e danneggiano le linee in diversi punti, la riparazione fisica o la realizzazione di collegamenti “d’emergenza” sono in molti casi la soluzione più adeguata. In entrambe le tipologie di intervento, tuttavia, in situazioni di emergenza va considerato il contesto in cui si opera: ci sono aree letteralmente irraggiungibili e il permanere del maltempo in più aree ostacola fisicamente il lavoro in campo. Il trasporto dei gruppi, è bene ricordarlo, viene effettuato attraverso mezzi pesanti».

