«Era un galantuomo serio e onesto»

28 Settembre 2021

Il cordoglio del sindaco Masci e di altri rappresentanti istituzionali e di partito

PESCARA. «Pescara perde un galantuomo, una persona perbene» è il caro ricordo del sindaco, Carlo Masci, «la mente è tornata indietro, al periodo del sindaco Carlo Pace, quando Gian Franco era il punto di riferimento politico e amministrativo di An, la persona più vicina a Nino Sospiri. Quanti confronti, quanti discorsi, quante nottate, quante decisioni difficili da prendere. Lui era il punto di equilibrio, persona seria dai valori forti, uomo di buon senso, innamorato della politica vera, legato alla famiglia e al territorio».
«Perdita dolorosissima, competente come nessun altro nella storia comunale» per Marcello Antonelli, presidente del Consiglio comunale e Vincenzo D’Incecco, capogruppo Lega, «lasciò la politica in punta di piedi, come nel suo stile. Intere generazioni lo piangono». «Pescara e l’Abruzzo perdono un uomo serio, a modo, un politico autorevole e di spessore» è l’analisi del capogruppo di Fratelli d’Italia, Guerino Testa con i segretari regionale e provinciale del partito, Etelwardo Sigismondi e Stefano Cardelli. Armando Foschi, consigliere comunale: «Fedelissimo uomo di partito, equilibrato. Dopo la morte di Sospiri, il taglio netto alla politica». Che per D’Ascanio aveva un valore trasversale. Gianni Melilla, ex parlamentare: «Eravamo coetanei, su sponde politiche diverse, ma legati da una visione antica della politica, quella dei partiti, delle competenze, della militanza e dell’onestà personale. In consiglio ci siamo più volte scontrati, ma sempre rispettosi. Si era allontanato, ma la sua passione politica era sempre viva». Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista: «Amministratore corretto nel confronto con noi dell'opposizione, sempre gentile e cordiale, rispettoso di chi si batteva con convinzione per idee diverse dalle sue e pronto a collaborare su tante questioni cittadine. Era un fedelissimo braccio destro di Nino Sospiri che lo voleva candidato sindaco di tutto il centrodestra». Geremia Mancini, ex Destra sociale: «Era l’uomo delle ideologie, ha dato alla politica più di quanto abbia preso». Augusto Di Luzio, presidente del consiglio nei primi anni Duemila: «Persona di rarà onestà, aveva avuto un maestro altrettanto onesto, Nino Sospiri». Licio Di Biase, assessore alla Cultura nel 2003 ricorda «quel giorno che andammo a Gardone per donare al Vittoriale una lapide su D’Annunzio». Sui social, un fiume d’affetto infinito. (c.co.)