Erbacce e rami invadono le strade e i marciapiedi

1 Giugno 2018

Prolificano ovunque siepi, rovi, sterpaglie e canneti I cittadini sollecitano la pulizia di vie e piste ciclabili

PESCARA. Sono alte quanto una persona erbacce e rami che crescono intorno agli alberi di via Regina Elena, in direzione della chiesa di Sant’Antonio. Crescono ad altezza d’uomo, come mostra la signora Franca, una residente, e allo stesso livello delle vetture parcheggiate lungo il marciapiede antistante. Sepolti anche i cestini dei rifiuti. E’ la stagione degli sfalci in città. Ma l’erba cresce, sui marciapiedi, lungo le strade, ovunque, più velocemente degli interventi degli operai del Comune che hanno già ripulito il parco Florida.
Lungo la strada parco è un proliferare di canneti e rovi che abbracciano lampioni e palmette. Gli oleandri andrebbero tosati: i ciclisti prendono “frustate” in faccia a causa dei rami che invadono pista ciclabile. All’altezza di via Mafalda di Savoia, di fronte al parco dei Sogni ( dove i cassonetti sono assediati dagli sfalci da raccogliere), c’è un piccolo parco senza nome a ridosso delle abitazioni. Qualcuno, con lo spray bianco e rosso, lo ha ribattezzato “Chiacchiere da bar”, dentro al quale si accede solo attraversando un fitto varco di oleandri intrecciati che nascondono rifiuti di ogni sorta, tra cui tanti mazzi di chiavi con l’etichetta colorata “spogliatoio uomini”. Sterpaglie anche lungo il perimetro dei campi di calcetto delle Naiadi, a confine con Montesilvano, nelle vicinanze dei posti auto che i bagnanti utilizzano per recarsi al mare o in piscina.
Risalendo sul lungomare verso la Madonnina, erbacce crescono intorno agli alberi di via Leopoldo Muzii e via Bruno Buozzi dove le donne del borgo marinaro protestano:« Così accogliamo i turisti?» urla Anna Rachele del civico 42.
Una landa di sterpaglie si estende lungo la zona portuale sotto il ponte del Mare. Le erbacce sputano dalla sabbia e tra i grossi massi bianchi che circondano gli otto trabocchi in fila sul molo nord.
Dalla Madonnina verso il ponte Flaiano. Il ciclista Clementino Di Silvestro, che procede sul tracciato rosso della pista ciclabile, viene accompagnato da due ali di sterpaglie su entrambi i versanti che congiungono le sponde del fiume a nord e a sud.
Gusci di uova rotte, ciabatte di plastica, giubbini, sono nascosti dentro le siepi, usate come giacigli e armadi, radicate nei vari angoli dei parcheggi delle aree di risulta.
Sul piazzale stazione di arrivi e partenze dei bus, accanto al centro di astrofisica, dietro le agenzie di viaggi, muri di erbacce danno il benvenuto a passeggeri e turisti.