Erosione e inquinamento Stagione estiva in salita

Partenza con handicap per i balneatori che lamentano danni provocati dal maltempo, carenza di parcheggi e divieti in direzione nord alla foce del Saline
MONTESILVANO. Alla mancanza dei parcheggi, all'assenza di un cartellone di eventi estivi, ai danni provocati dall'erosione e al maltempo che ha penalizzato fortemente il primo scorcio di stagione estiva, si aggiunge, per gli operatori del mare montesilvanese, ma anche per quelli di Marina di Città Sant'Angelo, lo stop alla balneazione nelle acque in prossimità della foce del fiume Saline.
A emettere il divieto è stata l'Arta, l'agenzia regionale di tutela ambientale, dopo le le analisi e le rivelazioni fatte lo scorso maggio nelle acque marine che hanno individuato valori superiori ai limiti di legge. Nello specifico, la balneazione è stata interdetta in un'area di trecento metri di lunghezza a nord della foce del fiume Saline, nel Comune di Città Sant'Angelo, per la quale l'Arta ha provveduto a eseguire un'ulteriore verifica analitica lo scorso tre giugno.
Inevitabilmente ci sono ripercussioni anche nella percezione della qualità del mare nelle vicine spiagge di Montesilvano, subito a sud della foce del fiume Saline. Nei dintorni della foce, la qualità delle acque di balneazione è infatti appena sufficiente, discorso invece diverso negli altri quattro punti di campionamento scelti dall'Arta.
Nei pressi della pineta di Santa Filomena, di fronte a via Lago di Como, e nel tratto di mare antistante tra via Torrente Piomba e via Venezia, la qualità dell'acqua è valutata come eccellente, con i valori di enterococchi ed escherichia coli ben al di sotto dei limiti consentiti dalla legge. Buona la qualità dell'acqua nel tratto di spiaggia di fronte a via Piemonte. Tornando alla foce del Saline, è tristemente nota la fama del fiume per i suoi problemi di inquinamento e basta farsi una passeggiata alla foce per accorgersi del colore non proprio cristallino del corso d'acqua. Un ruolo importante nella bonifica del Saline è quello svolto dal depuratore di via Tamigi che non pulisce in maniera diretta il fiume, ma raccoglie e depura le acque di fogna e lo scarico del depuratore finisce nel corso d'acqua.
«Il problema», spiega l'ingegnere Bartolomeo Di Giovanni, direttore generale dell'Aca, «c'è quando piovono queste bombe d'acqua con gli impianti di sollevamento che non riescono a trasferire tutto agli impianti di depurazione e, di conseguenza, una parte dei liquami si riversa nel Saline. Quando piove molto, riuscire a convogliare tutte le acque nel depuratore è praticamente impossibile perché si andrebbe a sovraccaricare, ma abbiamo grazie ai fondi Fas un progetto di miglioramento della condotta di adduzione. In ogni caso nel fiume potrebbero esserci sversamenti di altre attività».
Tra i problemi segnalati dai balneatori c'è anche quello della mancanza o comunque della decisa carenza di posti auto per la sosta dei veicoli dei bagnanti del fine settimana. Da più parti giunge la richiesta di riaprire l'area della Stella Maris come parcheggio, nonostante la presenza di un enorme cartello affisso dalla Provincia che ricorda il milione e mezzo di euro stanziato dalla Regione e che dice: «È rinata una stella». A prima vista non pare sia così.
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