Errani in Abruzzo: ce la faremo

3 Settembre 2016

Il commissario verifica la situazione: «Emergenza e ricostruzione insieme»

MONTEREALE. Non c’è alcun modello da seguire. Non esiste un modello Emilia, o L’Aquila o Friuli. Basta balletti su ipotesi che richiamano soltanto paragoni competitivi e inutili tra diversi modi di affrontare le emergenze post-sisma nel Paese. Il modello è il territorio, «la salvaguardia della sua identità». Il neo-commissario per il sisma Vasco Errani smorza ogni tentativo di deviare i discorsi dalle cose da fare per traghettare i territori colpiti dall’ultimo sconvolgente terremoto da una fase dell’emergenza (ancora in corso) a una di ricostruzione. Lo dice netto e chiaro Errani, già commissario in Emilia nel 2012, nella sua prima visita nelle zone abruzzesi interessate dalla scossa del 24 agosto. Gli errori da non fare? «Perdere tempo e parlare troppo senza costruire i fatti». Errani è arrivato alle 16 nella piazza centrale di Montereale, per una riunione tecnica allargata nell’edificio che ospitava provvisoriamente il Comune dopo il terremoto del 2009 e reso inagibile dopo quello del 24 agosto: un edificio in cui s’intrecciano due terremoti, in un caos tra “vecchia” ricostruzione appena avviata e nuova emergenza in corso.

Errani, accompagnato dal capo Dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio, è stato accolto dai sindaci dei paesi abruzzesi più vicini all’epicentro (c’era anche il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente che ha messo a disposizione l’esperienza post-sisma della sua città), dai presidenti di Provincia, dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso e il vicepresidente Giovanni Lolli, vari assessori e consiglieri regionali, il delegato regionale alla Protezione civile Mario Mazzocca. «In questa prima fase dobbiamo restare sul campo per conoscere i problemi e vedere come risolverli», ha detto Errani, ammettendo però la necessità di lavorare a stretto contatto con la Protezione civile, impegnata a verificare lo stato dei danni e la situazione degli sfollati, per far procedere «emergenza e ricostruzione di pari passo». Errani ha rinnovato l’impegno a individuare una soluzione per togliere gli sfollati dalle tende prima dell’autunno. «La risposta che si deve dare viene fornita su dati oggettivi, il sistema deve rispondere rispetto a un danno», ha detto Curcio. «Un altro problema è quello della vulnerabilità degli edifici in assoluto. Oggi non dobbiamo sovrapporre i due piani: uno è la risposta all’evento della scossa ad Amatrice e Accumoli, l’altro è la vulnerabilità su scuole ed edifici strategici in tutto il Paese».

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