Esercitazione antiterrorismo all’aeroporto

La struttura è stata evacuata, simulata l’interruzione del traffico aereo. Coinvolte cento persone
PESCARA. Un attacco terroristico all’aeroporto di Pescara. È proseguita all’insegna di questa emergenza, nello scalo del capoluogo adriatico, una parte della mattinata di ieri. Ed è stato necessario anche procedere all’evacuazione. Ma si trattava solo di una simulazione, a cui hanno partecipato complessivamente un centinaio di persone. A coordinare il tutto è stato il dirigente della polizia di frontiera Dino Petitti, che traccia un bilancio positivo.
L’esercitazione ha preso il via con un (finto) attacco terroristico al varco carraio, cioè la via di accesso all’aeroporto per i mezzi. In azione cinque terroristi che hanno fatto saltare il varco con un furgone per poi dirigersi sulla pista, verso un aeromobile, dove il commando, che intendeva impossessarsi del velivolo, ha preso in ostaggio il pilota e copilota. Per fronteggiare questa situazione, la polizia di frontiera è intervenuta con le proprie pattuglie accerchiando i terroristi, bloccandoli e disarmandoli. Poi si è proceduto all’arresto. È stato anche scovato un ordigno all'interno del mezzo utilizzato dai terroristi, bonificato dagli artificieri intervenuti sul posto.
Per rendere possibile l’intervento in condizioni di sicurezza, l'aeroporto è stato evacuato e una ottantina di persone è stata allontanata. Ed è stata anche simulata un'interruzione del traffico aereo.
La situazione di emergenza è stata fronteggiata con gli addetti dell'Enac, della Saga (gestore dell'aeroporto), della dogana e della Guardia di finanza. E ancora vigili del fuoco, Enav e forze di polizia dislocate tra Pescara, Chieti e San Giovanni Teatino. Per Petitti, soddisfatto di come sono sviluppati gli eventi, «l’esercitazione ha consentito di far emergere delle criticità, e d’altronde lo scopo era proprio questo. Ma abbiamo constatato che la macchina, che ieri ha visto entrare in azione una ventina di persone, funziona. Ed è stata testata la rapida reattività e la professionalità degli enti coinvolti».

