Estate partita in ritardo E i balneatori rilanciano: «Pronti a restare aperti»

5 Settembre 2023

Di Tommaso: «È stata la stagione più complicata degli ultimi 23 anni» Pesce: «Finché il tempo lo consentirà, in tanti garantiremo i servizi»

FRANCAVILLA. La stagione partita in ritardo causa maltempo, l’aumento dei costi, una capacità di spesa ridotta per le famiglie, ma anche la ripresa dei viaggi. Fattori che hanno inciso sull’estate francavillese, giudicata positivamente dalla maggior parte dei balneatori, alcuni dei quali sono pronti a tenere aperti gli stabilimenti «fin quando il tempo lo consentirà», come afferma Pierluigi Di Giuseppe di Nautilus. Certo, qualcosa si è perso rispetto ai numeri registrati nei primi anni post Covid, ma lì c’era una gran voglia di uscire dopo mesi di lockdown. Quella del 2023 è stata forse la prima estate del totale ritorno alla normalità, che se da un lato ha tolto una fetta di mercato, dall’altra ha riportato in città anche gli stranieri.
«Abbiamo avuto diverse presenze dai paesi del nord Europa, come Francia, Belgio, Inghilterra, ma anche dei polacchi», prosegue Di Giuseppe. «Avere un aeroporto vicino è importante e penso sarebbe ora di valorizzare anche il porto di Pescara, soprattutto nei collegamenti con la Croazia. La stagione? Il maltempo ci ha costretto a partire in ritardo, ma le cose non sono andate male, anche se i numeri sono più bassi rispetto agli anni precedenti. Soprattutto ad aprile, maggio e buona parte di giugno, abbiamo lavorato la metà rispetto allo scorso anno. E poi anche l'aumento dei costi incide nella capacità di spesa delle famiglie. Ora proviamo ad allungare l’estate rimanendo aperti fin quando farà caldo. Nel 2022 abbiamo chiuso il 30 ottobre, lavorando nei fine settimana anche con la ristorazione. L’idea è di provare a ripetersi».
Meno soddisfatto è Cristiano Di Tommaso del Vittoria Beach, lido tra le altre cose colpito dalle violenti mareggiate di gennaio e di maggio: «È stata l’estate più complicata dei miei 23anni di attività», attacca. «I primi tre mesi da dimenticare e a metà luglio l’ondata di caldo atroce. Praticamente il lavoro si è concentrato ad agosto. Dopo il pienone dello scorso anno, avevo rinforzato la squadra, ma di fatto è servito a poco. Ora per l'anno prossimo devo ripensare la mia attività, che si regge sostanzialmente sulla ristorazione, vista la porzione di spiaggia ridotta». E ancora: «In città mancano strutture ricettive in grado di accogliere turisti, problema presente anche nella vicina Pescara. I bed and breakfast non sono in grado di esaudire la domanda e così ci giochiamo una parte di mercato. La stagione? Io chiudo tra un paio di settimane massimo, sperando che l'anno prossimo le cose possano andare meglio».
Luciano Pesce, titolare di Blumarine e rappresentante della categoria, prova a tracciare un bilancio: «Sentendo anche alcuni colleghi, l’impressione è quella di un’estate buona, anche se con numeri leggermente inferiori rispetto al passato a causa soprattutto del tempo perso in avvio. Ad aprile, maggio e buona parte di giugno il cattivo tempo ha inciso negativamente, sia sul lato prettamente balneare, che sui servizi di ristorazione. Poi le cose sono migliorate. Personalmente mi ritengo soddisfatto, siamo riusciti a lavorare e speriamo di poterlo fare ancora per qualche settimana». E aggiunge: «Quasi tutti gli stabilimenti sono ancora funzionanti, anche se c’è chi ha iniziato a pulire. Ma i servizi restano garantiti, in spiaggia, al bar e al ristorante. Se il tempo lo consentirà in parecchi allungheranno la stagione».