Europa, blindato lo spazio Schengen

Controlli per tutti alle frontiere e giro di vite sulla libera circolazione. Renzi: «Non avrà la meglio chi ci vuole chiusi in casa»
ROMA. Una settimana dopo l’attacco a Parigi, l’Italia e l’Europa si risvegliano in stato d’assedio e con i confini blindati. Ma dalle istituzioni parte l’appello a non rinchiudersi, a non farsi sopraffare dalla psicosi. «Facciamo tutti i controlli che servono, ma bisogna essere consapevoli che chi vuole rinchiuderci in casa non può avere la meglio» dice Matteo Renzi, che ieri ha avuto un colloquio telefonico con Barack Obama su Siria e Iraq e che invita tutti gli italiani a non cadere nella trappola di chi vorrebbe chiuderci a chiave in casa e lasciarci vivere nella paura. «In queste ore c’è una sfida alla nostra identità e ai nostri valori collettivi. Si cerca di colpire la quotidianità. Per questo bisogna affermare con forza che non ci lasceremo prendere dalla psicosi, dall’isteria e dalla paura». E ancora: «Senza sottovalutazioni e senza isterie, ma con grande orgoglio e dignità dico che vinceremo la sfida del Giubileo perché siamo un grande Paese». Sulla questione della sicurezza ieri è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha inaugurato l’anno accademico all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ed ha parlato ad una città blindata. «È la cultura a potersi opporre alla violenza frutto dell’intolleranza e dell’oscurantismo» ha detto il capo dello Stato. E un invito a non farsi prendere dal panico è partito anche dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. «I cittadini italiani possono sentirsi garantiti che stiamo facendo il massimo per garantire la sicurezza, possono essere sicuri che le nostre forze dell’ordine hanno la giusta professionalità, ma non possono sentirsi immuni perché nessun Paese può esserlo in questa strategia» precisa il titolare della Farnesina.
L’Europa, intanto, si prepara ad affrontare l’emergenza. Non è la fine della libera circolazione dei cittadini europei, ma sicuramente le decisioni prese ieri a Bruxelles per dare una «risposta comune» alla minaccia terroristica rendono più blindato lo spazio Schengen. Gli Stati membri della Ue hanno concordato formalmente di rafforzare i controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen con una «modifica mirata» delle norme che regolano lo spazio di libera circolazione dei cittadini. «Si tratta di modificare l’articolo 7 degli acccordi di Schengen» ha spiegato il ministro dell’Interno lussemburghese, Etienne Schneider, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Ue Giustizia e Affari interni. La Commissione europea dovrà presentare rapidamente una proposta.
La libera circolazione sarà limitata. Se ne parla da molto tempo, ma solo ora, nel momento del dramma, i governi sono compatti. Ieri i ministri europei hanno deciso di accelerare l’attuazione di tutte le misure anti-terrorismo in diverse aree. Cosa cambierà? Ci saranno più uomini nei gabbiotti delle dogane, più computer efficienti e si dovrà sopportare qualche fila in più. Per le frontiere esterne gli Stati dovranno organizzare i controlli «sistematici e coordinati» anche su chi gode del diritto di libera circolazione (i cittadini europei) mediante la connessione a tutti i database Interpol. I migranti saranno registrati sistematicamente con la presa delle impronte digitali e con un rafforzamento dei controlli di sicurezza. Se sarà necessario interverranno ufficiali di polizia. Entro l’anno ci sarà poi il via libera al registro europeo dei nomi dei passeggeri. La bozza sul tavolo del Consiglio propone l’adozione del Pnr con l’inclusione della schedatura dei voli interni e per «un periodo di tempo sufficientemente lungo». Si parla di un anno. Nasce poi il coordinamento tra servizi segreti. Da gennaio Europol lancerà l’Ectc (Centro europeo antiterrorismo) nel quale «gli Stati potranno aumentare scambio di informazioni e coordinamento operativo sul monitoraggio antiterrorismo».
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