Evade dopo la lite con la compagna e torna con il maxi bottino: preso

31 Ottobre 2020

Francavilla. Il 41enne albanese, ai domiciliari per droga, strappa il braccialetto elettronico ed esce Si ripresenta la sera con gioielli di marca e un orologio da 28mila euro rubati. E trova i carabinieri

FRANCAVILLA . È stato arrestato dai carabinieri di Francavilla Dodaj Preng, 41enne cittadino di origini albanesi, sospettato di essere il quarto componente della banda della ferrovia, sgominata ad aprile dopo aver messo a segno diversi colpi, tutte in abitazioni dislocate lungo i binari cittadini. Una cattura senz’altro rocambolesca quella dell’albanese: l’uomo infatti, già agli arresti domiciliari per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, nel pomeriggio di giovedì, in seguito a una lite con la compagna, si è strappato di dosso le fascette del braccialetto utile a sorvegliarlo, ha afferrato un paio di bustoni ed è fuggito a bordo di un’autovettura di proprietà del suo datore di lavoro. In tempo reale, l’allarme è arrivato alla centrale del comando compagnia di Chieti, che immediatamente ha fatto scattare le ricerche. I militari della stazione di Francavilla, coordinati dal comandante Davide Di Sciullo, hanno passato al setaccio l'intero territorio, ma è soprattutto sotto casa del fuggitivo, sulla Nazionale Adriatica, che si sono concentrate le loro attenzioni. Appostati in borghese, non hanno perso la pazienza, in attesa di un suo passo falso. Che poco più tardi è arrivato. Il 41enne infatti, è stato notato dai carabinieri aggirarsi nelle vicinanze della sua abitazione, con fare diffidente, quasi come se volesse accertarsi di avere via libera prima di farvi rientro. Loro lo hanno lasciato fare. Un paio di giri di ricognizione a bordo dell’automobile, prima di parcheggiarla in lontananza, scendere e dirigersi a piedi verso l'ingresso. Ma proprio quando il 41enne è arrivato sotto il porotone che è scattato l'intervento degli uomini in borghese. Non ha fatto nemmeno in tempo a inserire la chiave nella serratura che è stato bloccato dai militari, che gli hanno contestato i reati di evasione e ricettazione. Lui, sorpreso ma nemmeno più di tanto, non ha opposto resistenza. La sorpresa più grande, al contrario, è quella degli inquirenti, che hanno trovato nelle buste di cui era in possesso un vero e proprio bottino. Anelli in oro, macchine fotografiche, penne di marca, orologi di diverso valore tra cui un Panerai da 28mila euro. Persino un set di argenteria, che l’albanese aveva deciso di portarsi dietro durante la breve fuga. Non è chiaro se i bustoni li avesse riempiti già da casa o se sia andato a recuperarli, magari in un nascondiglio, durante le ore di latitanza. Quello che però conta è che lui non ha saputo fornire alcuna giustificazione circa la loro provenienza. Al contrario, sono i militari a ritenere che si possa trattare della refurtiva sottratta in città con una serie di furti nelle abitazioni commessi nel periodo che va dall'inizio del lockdown della scorsa primavera fino ai primi giorni d'estate. Sarà ora compito dei carabinieri ricostruire il collegamento tra l’arrestato e la banda della ferrovia. Nel frattempo, ieri mattina, il giudice Andrea Di Berardino ha convalidato l’arresto davanti al pm d’aula Simonetta Aleo e all’avvocato dell’imputato Ottavio Argenio, rinviando l’udienza al prossimo 16 novembre. Preng è tornato dunque ai domiciliari, ma ora rischia di finire in carcere: il tribunale di Chieti ha disposto la trasmissione degli atti al gip di Pescara (competente per i reati per i quali si trovava agli arresti in casa), che potrà ora valutare se inasprire la misura cautelare.