Ex discarica a picco sul Saline, la bonifica resta una promessa

9 Ottobre 2024

Il caso della bomba ecologica da 300mila metri cubi di rifiuti al centro della commissione Vigilanza Nel 2022 gli ultimi annunci della Regione, ma da allora niente è cambiato: lavori ancora bloccati

MONTESILVANO. La bomba ecologica di Villa Carmine torna sui banchi di piazza Diaz. È in programma questa mattina una commissione Vigilanza proposta dai consiglieri di minoranza per fare il punto della situazione sull’ex discarica di Montesilvano, la montagna di rifiuti da 300mila metri cubi di Villa Carmine che incombe da decenni sul fiume Saline. Un sito dichiarato di interesse nazionale nel 2003, proprio per il suo livello di pericolosità sull’ambiente, poi declassato a sito regionale nel 2013, e ancora sequestrato per via del percolato che veniva sversato direttamente nel terreno e nelle acque fluviali nel 2016, ma tuttora abbandonato senza alcuna azione definitiva di bonifica o messa in sicurezza.
Negli anni sono stati tanti gli appelli, i progetti, gli annunci, ma finora la bomba non è stata ancora disinnescata e ad ogni ondata di piena del Saline tiene con il fiato sospeso la città per il rischio di erosione degli argini e per il collasso dei rifiuti indifferenziati (tra cui anche pericolosi) nel letto del fiume. La bonifica o, quanto meno la messa in sicurezza dell’ex discarica di Villa Carmine, è stata spesso al centro del dibattito politico montesilvanese e regionale, attraverso sopralluoghi, interrogazioni, interpellanze e botta e risposta a mezzo stampa. L’ultimo, in ordine temporale, durante la campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione regionale quando gli allora consiglieri del Pd visitarono il sito con il candidato Luciano D’Amico. Prima di lui, a visitare con frequenza il sito era stata anche l’ex consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Barbara Stella, che aveva interessato anche la deputata Daniela Torto affinché la questione fosse approfondita anche sul fronte ministeriale. Sul fronte maggioranza, invece, l’ultimo annuncio risale all’ottobre del 2022 quando l’allora assessore regionale Nicola Campitelli aveva garantito che le risorse c’erano e che era stata scelta la strada del macro-incapsulamento, la soluzione più economica tra le diverse ipotizzate dall’università di Siena su incarico dell’Arap (soggetto attuatore), per un importo allora stimato in quasi 9 milioni di euro, ma che nel frattempo sarebbe lievitato. Finora, di certo c’è solo che la montagna di rifiuti alta 27 metri, nonostante siano passati decenni dalla chiusura della discarica, continua a rappresentare un pericolo come scritto nero su bianco nelle relazioni dell’Arta.
Per avere degli aggiornamenti, il presidente della commissione vigilanza, Stefano Girosante (Pd), ha convocato per questa mattina una seduta alla quale sono stati invitati a riferire la consigliera di maggioranza ed ex assessore Deborah Comardi e il dirigente del settore Urbanistica del Comune , l’architetto Domenico Fineo.