Ex draga, stop ai senzatetto: inizia la bonifica

17 Gennaio 2024

Il proprietario dell’area a ridosso del fiume ha avviato i lavori sui fabbricati abbandonati da anni

PESCARA. Per anni è stata rifugio per senzatetto, luogo per spacciatori, ma anche teatro di prostituzione. Più di una volta sono state fatte operazioni di sgombero. Ora, con l’attivazione del cantiere, l’area dell’ex draga verrà ripulita, riqualificata e opportunamente recintata, così da tenere lontani tutti coloro che l’hanno abusivamente vissuta. La zona, lungo il fiume Pescara, vicino al ponte Flaiano, oggi di proprietà di Faieta Motors di Gabriele Faieta, storicamente ospitava la draga.
Adesso sono stati montati i ponteggi e sono partite delle attività di «edilizia libera», spiega l’imprenditore. «Stiamo facendo dei lavori di riparazione sui fabbricati esistenti per metterli in sicurezza, considerato che sono abbandonati forse da più di 50 anni. Saranno degli interventi di restauro, lasciando gli edifici nella loro conformazione originale. Contestualmente faremo dei lavori di pulizia dell’area esterna». Gli interventi sui fabbricati riguarderanno per lo più intonaci, infissi, ripristinando lo stato dei luoghi. L’area esterna verrà recintata, in modo da evitare che, come avvenuto in passato, venga occupata da senzatetto. Altre opere riguarderanno la realizzazione della banchina, di cui Faieta ha acquisito la concessione demaniale, «che verrà collegata ad un’altra banchina che abbiamo più avanti», specifica ancora il proprietario. La futura destinazione di tutta l’area però non è ancora nota. «Per ora con queste opere verrà riqualificata una zona che rappresenta uno dei primi ingressi della città. Sono pescarese e ho a cuore questa area importante, quindi ci tengo a riqualificarla». Le attività per il momento riguarderanno solo la ripulitura e la messa in sicurezza dei fabbricati. Per vedere una nuova destinazione di quella che storicamente è stata un’area industriale bisognerà aspettare ancora. «Non prima di un anno e mezzo», dice Faieta. «Sull’area, l’Aca dovrà realizzare una vasca di accumulo dell’acqua. I lavori inizieranno probabilmente tra febbraio e marzo e penso che sarà necessario più di un anno per il completamento. Solo dopo valuteremo effettivamente cosa fare».