Ex Sidital, risarcimenti e royalties

21 Aprile 2016

Spoltore, benefit della centrale elettrica al Comune per oltre 220mila ero

SPOLTORE. Ammonta a 220mila euro una tantum la somma che la società Energia Verde (ex Sidital) verserà, a titolo di risarcimento ambientale, al Comune di Spoltore per attivare gli impianti di produzione dell’energia elettrica realizzate sul fiume Pescara, nel tratto compreso tra Sambuceto, Santa Teresa e Cepagatti.

L'importo della compensazione, lo stesso pagato al Comune di San Giovanni Teatino, è indicato nello schema di convenzione che il Consiglio comunale di Spoltore approverà, nella seduta del 2 maggio, convocata dal presidente Lucio Matricciani, alle 17. L'accordo prevede ulteriori benefit per la collettività: royalties annue, circa 25mila euro, pari all'1,5 per cento del fatturato convenzionale di energia da corrispondere all'amministrazione spoltorese; realizzazione di un percorso ciclo-pedonale lungo il fiume.

I 220mila euro di ristoro saranno pagati dall'ex Sidital in 8 rate annuali, per circa 27mila 500 euro ciascuna. Cepagatti ha invece incassato 200mila euro, più royalties e interventi accessori. Per la pista ciclabile, inserita tra le compensazioni con le prescrizioni scattate in sede di comitato per la valutazione di impatto ambientale (Via), dove il progetto delle centraline è stato deferito nel 2013 su iniziativa dei tre Comuni coinvolti, la società Energia Verde ha incaricato due tecnici di San Giovanni Teatino, Maurizio Basile e Sonia Mazzocchetti, che si stanno occupando della progettazione. Il tracciato verde si snoderà per diversi chilometri da via Salara a Sambuceto, zona ippodromo, fino a Santa Teresa, via fiume sfruttando il già costruito ponticello sul corso d'acqua, che collega le sponde dei due Comuni dirimpettai.

Se lo schema di convenzione verrà ratificato dal Consiglio comunale e, successivamente, l'accordo sarà sottoscritto, si chiuderà un'annosa vicenda cominciata nel 2007 con la presentazione del progetto allora denominato Sidital. I tentativi di precedenti convenzioni non sono mai andati in porto, per vicende che hanno interessato la società titolare del progetto, compreso il blocco dei lavori disposto dal Genio civile, per quasi due anni, a causa delle opere di arginatura realizzate in difformità del progetto autorizzato. Stop che poi ha consentito ai tre Comuni di far assoggettare il progetto alla valutazione di impatto ambientale (Via) e di modificare il quadro degli accordi.

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