«Fabbricati Piano d’Orta, tocca a Edison»

28 Maggio 2021

Il caso demolizione: parla Ederle, la titolare della società Moligean proprietaria dell’area inquinata

BOLOGNANO. Chiamata in causa da alcune dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Bolognano, Guido Di Bartolomeo, e dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, la titolare della società Moligean, Federica Ederle, proprietaria dell’area inquinata di Piano d'Orta, ribatte alle accuse che le erano state rivolte sulle sue presunte inadempienze circa «la presentazione di un progetto di demolizione e messa in sicurezza delle parti dei fabbricati a rischio crollo in forza dei provvedimenti adottati dal Tar di Pescara».
Si tratta di una lunga querelle tra il sindaco di Bolognano e la proprietà dei terreni e fabbricati in questione.
«La Moligean», scrive Ederle, «è stata costretta a notificare un ricorso al Tar anche contro il secondo ordine di demolizione, dopo che il primo era stato sospeso dal Tar (per ben due volte) e poi definitivamente annullato. Alcuna demolizione può pertanto essere eseguita. Tra l’altro, come chiarito dal Ministero, ancor prima di procedere anche solo alla progettazione, occorre avere i risultati delle analisi delle strutture edilizie al fine di escludere una loro contaminazione».
Rinviando dunque al mittente l’invito a provvedere celermente allo smantellamento e messa in sicurezza degli immobili, Moligean anticipa che è pendente, dinanzi al Consiglio di Stato, il giudizio per far dichiarare la Moligean esente da qualsivoglia onere ed attività (di progettazione, di messa in sicurezza e demolizione). «È dal 2017 che la Moligean», afferma Ederle, «ha documentato, anche sulla base di specifiche norme di settore, che sul sito può operare solo la Edison: se la bonifica è in ritardo non dipende certo da Moligean, ma è l’effetto degli atti che vengono incredibilmente reiterati verso la proprietà incolpevole, invece che verso il responsabile della contaminazione». Peraltro, Moligean aveva dato la disponibilità di cedere gratuitamente al Comune il sito di cui si parla e, «avevo aggiunto anche nel pacchetto», afferma la Ederle, «il campo di calcio di mia proprietà personale (ora dato in comodato al Comune) e che so essere molto caro ai pianodortesi. All’inizio il sindaco pareva entusiasta e due giorni dopo ha detto no: ha rifiutato in tronco sia il sito che il campo sportivo, adducendo motivazioni assurde». Come si vede la querelle è ben lontana dall’essere conclusa. (m.cir.)
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