Fabbriche, anche la Marelli si ferma

L’azienda sulmonese si adegua alle norme. Parlano Confindustria e sindacati
SULMONA. La Magneti Marelli di Sulmona ha sospeso l’attività per gli oltre 600 dipendenti fino a mercoledì. Alla Sevel di Atessa, invece, oggi alle 10 è in programma un sopralluogo di proprietà e sindacati per decidere che cosa fare (lo stabilimento del gruppo Fca oggi è chiuso) alla luce delle nuove misure governative per le aziende. Le aziende abruzzesi si adeguano dunque alle recenti disposizioni del governo in materia di sicurezza.
«In aggiunta alle misure già adottate a tutela della salute e della sicurezza dei propri dipendenti nel corso delle ultime settimane, in relazione alla diffusione del Covid-19, Marelli ha disposto la sospensione temporanea di tutte le attività produttive nei propri stabilimenti italiani dal 16 marzo (ieri) a mercoledì 18 incluso», precisa l’azienda, «la misura è stata adottata allo scopo di garantire, al massimo livello possibile, la salute e il benessere dei dipendenti, che costituiscono la priorità assoluta per l’azienda e per adeguare in maniera ancor più rigorosa le misure di salute e sicurezza al protocollo emanato dal governo italiano, che prevede la sospensione delle attività produttive in tali fasi di adeguamento».
Rifondazione comunista ha chiesto di bloccare la produzione alla Marelli.
Parlano di «risultato di buon senso, importante anche per l’Abruzzo» Carmine Ranieri, Leo Malandra e Michele Lombardo, rispettivamente segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Abruzzo, all’indomani della sottoscrizione a livello nazionale del documento che introduce regole nei luoghi di lavoro per contrastare i contagi.
Anche il presidente di Confindustria Abruzzo, Marco Fracassi, ritiene estremamente importante l’accordo.
«C’è stato grande senso di responsabilità degli attori sociali del Paese», sottolinea Fracassi, «che permetterà in questa fase di emergenza di comprendere e considerare le fabbriche al servizio del Paese, a partire dalle filiere dell’agroalimentare e del farmaceutico che anche in regione stanno garantendo a tutti noi i beni primari, e tutelare ogni filiera della produzione. Dare attenzione prioritaria alla salute delle persone nei luoghi del lavoro, consentirà anche di superare questa fase delicata e prepararci alla ripresa economica appena si uscirà dall’emergenza coronavirus. L’industria italiana ed abruzzese, le sue imprenditrici e i suoi imprenditori, le sue lavoratrici e i suoi lavoratori, in un momento così delicato per la salute e l’economia nazionale, si mettono al servizio della comunità e garantiscono una soluzione rapida e condivisa affrontando con coraggio l’emergenza sanitaria senza dover spegnere il motore dell'economia nella consapevolezza che insieme è possibile superare ogni difficoltà. Auspico che in Abruzzo, con la Regione e le altre parti sociali, si rafforzino modalità di condivisione delle problematiche specifiche ed occasioni di raffronto concreto». (c.s.)
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