«Faccio i test privati e tutelo i miei clienti»

PESCARA. Sia l'anno scorso sia quest'anno i titolari dello stabilimento balneare Acapulco hanno deciso di affidarsi a un laboratorio privato, per tenere sotto controllo la balneabilità del mare. E...
PESCARA. Sia l'anno scorso sia quest'anno i titolari dello stabilimento balneare Acapulco hanno deciso di affidarsi a un laboratorio privato, per tenere sotto controllo la balneabilità del mare. E nel 2016 c'è stato un momento in cui i dati del privato hanno mostrato che in quella zona l'acqua era migliore rispetto ai risultati dell’Arta. Ecco perché Annalisa Sterlecchini, alla guida di Acapulco con la famiglia, ha deciso di proseguire su questa linea.
Perché?
È stato un esperimento positivo. Magari qualcuno ha pensato che lo facciamo per far emergere dei risultati a nostro favore, ma non è così. Lo abbiamo fatto per avere delle informazioni nostre ed essere chiari con i clienti, per scoprire la verità. Anche perché a un certo punto dell’estate, a metà luglio del 2016, è stato messo un divieto a un paio di stabilimenti da noi e poi è stato tolto subito. Mi chiedo come sia possibile che nel giro di poco tempo la situazione possa cambiare così rapidamente. Ci siamo sentiti un po' presi in giro e i clienti si sono allertati, essendo un punto vicino a noi. D'altronde, il mare si muove.
Cosa non vi convince?
Per me è impossibile che i loro risultati e nostri siano diversi. Eppure è successo. E la difformità emersa tra i dati del privato rispetto ai dati dell'Arta ci è apparsa incredibile.
Vi rivolgerete a un privato quest'anno? Quanto vi costa?
Certo, anche se non so quando inizieremo. E i risultati saranno esposti al pubblico. Per noi il problema è parlare con l'utenza, che non si fida. Abbiamo acquistato un pacchetto di 12 prelievi con le analisi dei campioni, 4 al mese, pagando circa 50 euro a prelievo.
Quest'anno però la situazione è migliorata.
Io credo che non sia stato fatto nulla per risolvere il problema. Non mi fido, l’anno scorso sono state combinate cose incredibili e non è stato punito nessuno. Mi sento più sicura rivolgendomi al privato perché capita che si dica tutto e il contrario di tutto in 24 ore. Anche se qualcuno pensa che commissioniamo le analisi per tirare acqua al nostro mulino, per noi sono un elemento rassicurante. Abbiamo clienti che arrivano da fuori Italia, eppure sanno del problema dei divieti di balneazione. Non si può non fare nulla: è come affossare una città che ha mille risorse, prima di tutte il mare.
Ce l'ha con il Comune?
Certo. Nessuno fa niente, pur sapendo che ci sono dei problemi. Si dovrebbe curare il mare, che è un bene universale. E invece noi balneatori dobbiamo stare attenti a tutto mentre qualcun altro butta varechina nel mare. E poi cosa ci dicono? Che per risollevare la stagione dovremmo organizzare altre iniziative. Io mi chiedo: perché i clienti devono venire in spiaggia e non possono fare il bagno con i figli?
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