False griffe, sequestro da 650mila euro

Un altro colpo del nucleo di polizia tributaria sulla scia delle precedenti indagini. Scoperto un deposito a Civitanova Marche
MONTESILVANO. Non si ferma l’attività investigativa del nucleo tributario della Guardia di Finanza di Pescara agli ordini del tenente colonnello, Michele Iadarola, che, nel giro di un mese, ha messo a segno una serie di importanti risultati nella lotta alla contraffazione. L’ultima scoperta è un deposito di marchi falsi che ha portato al sequestro di merce per 650mila euro.
L’azione dei militari i pescaresi, sulla scorta della pregressa attività investigativa, è scattata questa volta a Civitanova Marche (Macerata), dove è venuto alla luce un deposito di false griffe di cui è titolare un senegalese domiciliato a Montesilvano. L’attività di servizio è conseguente a quella svolta nei confronti dello stesso cittadino senegalese, qualche settimana fa, allorquando i militari avevano notato un continuo andirivieni di extracomunitari con borsoni, contenenti verosimilmente merce contraffatta, in una palazzina di Montesilvano.
In quella circostanza, si era proceduto a effettuare una perquisizione che ha consentito di sottoporre a sequestro un migliaio di capi di abbigliamento e di pelletteria falsi, oltre a numerose etichette di note griffe e a macchinari per il confezionamento dei prodotti. Le indagini nei confronti del senegalese sono quindi proseguite fino a individuare un deposito che l’extracomunitario aveva allestito in due locali sislocati sul lungomare di Civitanova Marche, la località dove il senegalese si recava ogni giorno, partendo da Montesilvano, per commercializzare i prodotti. La perquisizione effettuata dai finanzieri ha consentito così di ritrovare etichette, giubbini, pantaloni, foulard e borse che riproducono griffe nazionali e internazionali, oltre a numerosi orologi contraffatti di prestigiose marche. La merce, immessa sul mercato, soprattutto in questo periodo natalizio, avrebbe reso oltre 650mila euro. Un giro d’affari che testimonia quanto il “mercato del falso” attiri ancora molto i compratori, e che le attività della finanza, a contrasto di queste condotte illecite, non possa fermarsi al sequestro eseguito nei confronti del singolo venditore, ma miri a ricostruire l’intera filiera, attraverso l’individuazione dei fornitori dei capi anonimi, dei laboratori dove si applicano le etichette contraffatte e dei depositi in cui è stoccata la merce che, successivamente, viene ceduta ai singoli rivenditori. I quali, a loro volta, in piccole quantità, provvedono a smerciarla ad avventori occasionali. Con quest’ultima attività di servizio, sono oltre 100mila i capi contraffatti sequestrati nell’ultimo periodo, per un valore superiore al milione e mezzo di euro. (a.s.)
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